(De)Lusi(one)

Mi dispiace, le mie risposte sono limitate. Devi farmi le domande giuste.

(Ologramma di Alfred Lanning – Io, robot)

Domanda numero 1: “La Margherita?

Domanda numero 2: “E’ possibile che un partito campi più da morto che da vivo?

Domanda numero 3: “Ma tutti quelli ex-Margherita che sono rocambolescamente fuggiti (anche) dal PD a che titolo parlano?

Domanda numero 4: “Ma non era Alemanno quello col sottobosco romano trafficone?

Domanda numero 5 (la mia preferita): “Ma un tesoriere di un partito morto, deve essere senatore di un partito vivo? Non si potrebbe prendere un ragioniere a partita IVA, magari in nero? read more

No, vabbè…

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Io non amo la Barilla, ma da quando le Macine – dico, le Macine!!! – sono confrontabili con quella monnezza dei biscotti Plasmon? (via Il Post)

Update.

La vita sottocosto

Della faccenda del panico romano in occasione dell’apertura di Trony qualche settimana fa, già sapete tutto.  E avrete anche sentito e forse preso parte al successivo dibattito sociologico se il tutto fosse “colpa della “crisi” o meno…

Ma non è per questo che questa storia è interessante: è anche infatti una delle rare occasioni in cui ciascuno di riesce a mettere un prezzo a due cose quanto mai sfuggenti che, senza accorgercene, vendiamo e svendiamo ogni giorno, il tempo e la qualità della vita. read more

Campagna romana

Approfitto dei 35 anni del Capitano (auguri!) per girarvi una domanda che ho in testa da tempo.

Come tutti sappiamo, Totti e signora sono da diverso tempo testimonial di un noto carrier telefonico mobile. Gli spot cambiano abbastanza spesso, ma la maggior parte di essi vedono il Capitano impegnato a dare sfoggio della sua romanitas, oltre che della sua ormai proverbiale naivete. Può essere vero che Ilary, con il suo side-job ienesco e l’estrazione Mediaset, faccia in parte da contraltare milanese al marito, ma rimane che sia il personaggio (soprattutto da quando, fortunatamente, è uscito dal giro della Nazionale), sia il tono degli spot insistono pesantemente sul core de Roma e sul suo figlio prediletto. read more

Back to school

Oggi, venendo al lavoro, c’era un po’ di movimento sul curvone della Nomentana; passando con la moto vedo che, oltre al solito casino per il laboratorio di analisi, il bar, il tabaccaio e, ultimamente pure il fioraio che ha invaso con un po’ di frasche colorate la carreggiata, c’è una quindicina di persone che fa la fila fuori dalla libreria.

Io passo lì tutte le mattine e la libreria me la lascio alle spalle, mentre, nel verso che mi permetterebbe di guardarla meglio, ci passo sempre a notte fonda quando è ovviamente chiusa, ma sono abbastanza sicuro di conoscere il genere. E’ una piccola libreria di quartiere – messa pure in un posto decisamente sfigato – di quelle che vivono il loro momento di gloria tutti gli anni a settembre. In questi giorni, infatti, si comprano i libri scolastici e tutti, anche e soprattutto persone che in condizioni normali non entrerebbero in libreria nemmeno con un giubbotto antiproiettile (*), convergono come formiche impazzite su questi negozietti arcaici. read more

! Traslitterazioni

Come sapete,  ultimamente sto un po’ in fissa con l’antropologia, sia evoluzionistica, sia culturale. Giusto per rimanere in tema con il post precedente, in più di uno dei testi che ho letto e sto ancora leggendo, mi sono imbattuto nell’analisi delle abitudini dei boscimani !kung, uno dei pochi esempi rimasti, seppur nell’ameno deserto del Kalahari, di cacciatori-raccoglitori (quasi) puri.

La domanda è:

a che titolo qualcuno ha deciso che il nome di costoro dovesse essere traslitterato in !kung, con il punto esclamativo davanti? read more