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ron-swansonStamattina sono andato all’Agenzia delle Entrate vicino all’Ikea. Dopo la registrazione anagrafica all’ospedale, la piccola (che nel frattempo è nata) doveva entrare ufficialmente ner monnonfame e farsi dare, per interposto Vostro Affezionatissimo, il codice fiscale.

L’atto in sé è già molto borderline: la prima cosa ufficiale che fai per un nuovo nato, la fai all’ufficio delle tasse… Ron Swanson ucciderebbe per molto meno…

Poi arrivi là e trovi una fila impressionante. Ci saranno state una trentina di persone davanti a me, accalcate in un posto che semplicemente non era fatto per far fare la fila alla gente. Una decina di persone dentro l’ufficio, poi una porta, poi altre persone sotto un portico e qualcuno pure oltre il portico (da capire che cosa succede quando piove).

La fila non era una fila, come sarebbe stato normale aspettarsi, per accedere ai servizi, ma solo per prendere il numero, nel senso che arrivavi a un bancone (non prima di essere stato maltrattato da alcune impiegate erinni perché “non eri in fila indiana” e perché “la linea gialla ci sta apposta”) e due tizi ti chiedevano che cosa dovevi fare, ti spiegavano che cosa ti serviva e ti pigliavano il bigliettino per la fila vera e propria da un avveniristico bussolotto alle loro spalle.

Il fatto che bisognasse fare la fila (con svenimenti, furbetti e casi umani) per prendere il biglietto dell’eliminacode portava con sé diversi aspetti surreali, usciti pari pari da un ufficio pubblico degli anni 70.

  1. La gente che passava avanti impunemente: perché non capendo – né i furbi, né molti dei coglioni in fila – che la fila di fatto serviva per avere informazioni, la gente spintonava e andava avanti dicendo di volere “solo un’informazione”.
  2. Stranimenti assortiti e striduli del tipo “ma che qua i numeretti nun l’hanno inventati?” L’hanno inventati, però, dopo.
  3. Casi umani (stamattina una signora patologicamente sovrappeso, oltre che alta un metro e 40) che in virtù del loro status ignorano tranquillamente le file e nessuno ha il coraggio di dirgli niente.
  4. Last but not least, l’area dedicata a questa fila non era banalmente un’area pensata per quello scopo ed era continuamente attraversata da persone che andavano altrove (almeno tre volte, tra l’altro, perché per accedere a una certa porta, oltre la quale si celava un qualche giardino delle delizie, c’era bisogno che qualcuno la aprisse: quindi primo attraversamento, trova chiuso; secondo attraversamento, torna indietro e si fa aprire, terzo attraversamento, finalmente si toglie dal cazzo).

Arrivo al bancone e dico cosa devo fare. Il tipo mi spiega e mi dà il numeretto (EB-0013, ci sono una marea di sigle diverse prima dei numeri, tra cui pure la I-lunga (J) che quando l’altoparlante la legge fa davvero ridere) e dice che mi serve la fotocopia di un documento mio, ma l’ufficio non fa fotocopie… Però c’è il bar che vende penne e fa servizio fotocopie (come te sbagli). Ora, io non ho la minima idea di quante persone ho davanti perché ancora non sono entrato nell’ufficio vero e proprio e quindi mi fiondo al bar (vicino, ma non vicinissimo) a fare la fotocopia e a rimediare una penna (un euro). E poi, torno di corsa allo sportello in attesa che tra un I-lunga e l’altra venga chiamato il mio numero.

Dentro, una volta superata la fila e i casi umani è davvero un altro mondo: sedie, tavoli per scrivere e poi una signora gentilissima che mi fa accomodare alla sua scrivania e fa rapidamente ed educatamente quello che deve fare. E mi dice pure auguri, alla fine. Forse qualcuno doveva farmeli all’inizio.

Comunque, veramente… Consulenza gratis all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Roma nord: forse ingrandire l’atrio e mettere gente educata all’ingresso finché vige ancora l’articolo 18 non è fattibile… Però, con venti euro potreste andare dal cinese di zona e comprarvi uno di quei display con i pallini rossi e il testo che scorre. Potreste scriverci, a nastro:

Qui sembra Calcutta, ma non vi preoccupate: oltre quella porta è di nuovo (?) primo mondo. La fila, più o meno, scorre. Abbiate pazienza: siamo in Italia, soprattutto, voi siete italiani e avrete quindi una marea di richieste non standard che impallerebbero qualsiasi eliminacode, se lasciassimo scegliere a voi, alla vostra autocoscienza e ai vostri psicofarmaci, quale fila dovete fare… Per questo ci sono questi due energumeni che pensano per voi (certo, gentili utenti, siete ridotti proprio male)… Di nuovo, abbiate pazienza… Per tutto il resto, c’è il bar.

 

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2 commenti su “DMCGMM14R70H501W”

  1. Ma perché ti sei voluto sobbarcare, novello Alighieri, la visita a questo girone infernale? Per interesse antropologico? A me, se non ho rimosso il ricordo, è arrivato tutto a casa…

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