Ferie. Finalmente (?)

Da ieri sono in ferie. Il Blackberry vibra, la coscienza rimorde, qualcosa di inderogabile e dimenticato riaffiora ad intervalli regolari, ma passerà.
L’obiettivo della giornata di ieri era quello di tornare da Tirana nel più breve tempo possibile e dedicarsi a dare un po’ di colore alla mia pellaccia.
C’era un tempo in cui con Bnb si cominciava ad andare a Capocotta tutti i sabati e si era abbronzati da maggio a ottobre, come le Ragazze di Roma… E, a nulla valeva il fatto, puramente incidentale, che io la domenica sera regolarmente me ne partissi e tornassi nelle brumose terre pedemontane. Mare, mare, mare… Neanche fossi una Caretta Caretta.
Comunque, se il buongiorno si vede dal mattino, come inizio poteva decisamente andar meglio.
Caffè con le mie colleghe albanesi, due cazzate con il mio amico tassista, il solito traffico bestiale Tironz al “Palazzo delle freccette”, insomma, arrivo al check-in in zona Cesarini. Di solito funziona, ma stavolta no. L’aereo era in overbooking e quindi, raggiunto il numero max dipasseggeri, hanno chiuso il volo. “La mando a Roma via Malpensa”, mi dice il tipo con le spalline Alitalia e I peli nelle orecchie “Dopotutto stiamo già imbarcando, guardi a che ora è arrivato…” Vabbè.
Mi tocca pure ringraziare. read more

Bulgari con la vu

Bvlgari

Certe volte tòcca.
Di mostre e di fide avevamo già detto tempo fa, e così ieri, in un inutile pomeriggio romano uggio-afo-ventoso, ce ne siamo andati ad un’altra mostra, sfidando gli ultimi conati del giro d’Italia.

Inciso: lo ammetto ho gufato come altri 15 milioni di italiani che Menchov cadesse sul sampietrino infido e in effetti è caduto, ma come larga parte dei 15 milioni sono anche contento che la caduta non gli abbia fatto perdere il giro…

La mostra dicevamo. Palazzo delle Esposizioni, 13 anni di Bulgari, 10 euro.
Buttati? Forse no.
Certo, forse una mostra gratuita, sarebbe stata più signorile. Dopotutto tutto ciò che era là dentro era già stato profumatamente pagato da qualcuno… Ma sai com’è, sempre meglio tenere l’uomo della strada a debita distanza. read more

Antropologia kulturale

Correggio

Venerdi scorso, in una mattina grigia e piovosa, mi trovavo a Parma con la fida e indecisi, come spesso ci capita fra il cazzeggio e il turismo (la pioggia non aiutava), ci siamo infilati nella mostra del Correggio.
Grande evento kurturale locale. Sponsor d’eccezione  (generalmente mangerecci) e, naturalmente, ovunque ti giravi, il tipico manifesto ruffiano. Quello della foto.

E’ tipico infatti di queste mostre evento, andare a pescare per il manifesto l’unica faccia (o uccelletto, o cane, o…) in tutta la produzione dell’artista che abbia un’estetica vagamente attuale… Nel caso specifico, come potete vedere, una notevole faccia da porca.
Questo, in modo che il fruitore di turno possa, nella sua media ignoranza, dire: “Certo, guarda che viso (o uccelletto, ecc.)… Com’è moderno Correggio! Un precursore…” E ben poco importa che poi in tutta la mostra e anche e soprattutto nel quadro da cui il particolare del poster è stato tratto, sia tutto un debordare di madonne buzzicone, santi vestiti da frate, bambini grassi e cani deformi. read more

La suora cubista e i maratoneti

Ce l’ho un po’ (tanto) con i preti e i baciapile, lo sapete.

Con i cattolici in particolare, perché, come cittadino laico in questo cazzo di paese,  li subisco di più.
Ma devo dire che ce l’ho anche con i vari “sapori” delle chiese riformate, le varie sétte “da garage” che ho visto in America in squallida concorrenza fra loro, gli ebrei ortodossi, gli imam più o meno moderati, i monaci buddisti e, perché no, pure con qualche sciamano animista… (Anche perché, caro abboriggeno, che cazzo se dovemo racconta’?) read more

Guida (furba) alla discesa dell’Ardeche

Importante

Questo articolo è del 2008 e siamo nel 2017: sono passati 9 anni. Nel frattempo, nonostante me lo sia ripromesso quasi tutti gli anni, sull’Ardeche non ci sono più tornato. Alcune cose (tipo prezzi e adempimenti burocratici), probabilmente saranno cambiati e quindi prendeteli con beneficio d’inventario. Se leggete i commenti sotto, tuttavia, vedrete che  la guida continua a distanza di anni ad avere un suo perché e una sua utilità. Soprattutto, immagino, la faccenda del bidon. read more