Compact socializer

Il blackberry aziendale, a parte le solite discussioni (“Ma non smetti mai di lavorare?“, “Certo, come ti va? E’ proprio una schiavitù…“), è un telefono eccezionale, ma ha due handicap piuttosto grossi.

Il primo è che rende completamente ignari sull’avanzamento tecnologico degli “altri” telefoni; in altre parole, data una certa fascia di prezzo (diciamo 100 euro) non si ha idea di che tipo di telefono ci si riesca a comprare. Questo, a sua volta, per due motivi: uno perché non si sente il bisogno di un altro telefono, due perché comunque “convivendo” con un telefono di fascia alta è naturale guardare ed essere interessati solo ai top di gamma.

L’altro handicap, però, è ben più vitale ed è il fatto che è scientificamente provato che la tastiera estesa (qwerty) crea dipendenza (*).

Appena arrivato qui di fronte alle coste delle Puglie, naturalmente, mi sono preso un cellulere locale da affiancare al mio blackberry che ha il numero aziendale “italiano”. “Devo solo telefonare…” mi sono detto e ho preso quello che costava di meno, purché telefonasse. Quindi, mercatino delle pulci, venti euro e ho comprato questo

Degnissimo cellulare (aveva pure la torcia a led, comodissima per chi non ha accendini nella terra del black-out) e in un modo o nell’altro ci sono andato avanti 8 mesi, ma tutte le volte che si doveva mandare un sms era veramente un dramma. Già il telefono era già abbastanza “technologically challenged” di suo, il mio in particolare era in versione limitata e non aveva l’italiano fra le lingue, quindi, niente T9.
Alla fine i messaggi dovevano essere mandati all’antica con i tasti numerici: c’è mancato veramente poco che cominciassi a scrivere “xke”, “grz”, “nn”, e altri simili orrori.

Alla fine, dopo una lunga ponderazione oggi ho comprato questo…

 

100 euro, appunto. (Da Euronics, non dalle pulci, ma mi sto imborghesendo, lo sapete).
Certo il target è giovanile, ha un font di default che sembra il terrificante comicsans e fa le i non con il puntino ma con il pallino come le deficienti e, dulcis in fundo, lo fanno pure rosa e celeste, ma ha una tastiera che ti rimette al mondo… Ed è un bel telefono.

Anzi, pardon, un bel Compact Socializer… Mica caccole.


(*) Questo, per la cronaca, è il motivo per cui l’I-phone non mi attira per niente.

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