Come un presidente

Cori di voci bipartisan si sono alzati a vituperare il gruppo "Uccidiamo Berlusconi" da tempo presente su FaceBook.
A parte tutte le considerazioni sull’inettitudine e la segaiolità dell’iniziativa (ma di FaceBook abbiamo già detto), vorrei chiedere a tutti voi, cari lettori, chi per un momento non si è domandato se, con una bella fucilata di un cecchino, non si potessero risolvere quasi tutti i problemi dell’Italia in un colpo solo.
Un’ipotesi accademica, ovviamente. Sia io, sia voi sicuramente non fareste male a una mosca, figuriamoci a un nanetto malato e triste…

Però, di matti al mondo ce ne sono tanti, di persone violente anche… E quindi, mentre noi facciamo le primarie, i dibattiti, le manifestazioni, sarebbe ipocrita far finta che non possa esistere un metodo altro, alieno alla nostra cultura, una soluzione diversa, più drastica e più rapida, incivile sicuramente, ma efficace e duratura.

In fondo, la storia è lì a insegnare che queste "terminazioni" funzionano: pensate Rabin, a Kennedy, a Olof Palme… Tutti assassinii che hanno di fatto annullato le politiche che costoro stavano conducendo, riportando indietro il calendario politico di almeno una decina d’anni. Forse più.

Il problema semmai è che, tendenzialmente, i matti e i mitomani stanno "dellà" e tutti questi tizi che ho elencato (ma ce ne sono altri: MLK, Gandhi, Bobby) sono personaggi positivi, con la coscienza a posto, che ritenevano di non avere nulla da temere (nei limiti, ovviamente, del loro ruol e della loro visibilità).

Il Nostro, invece, è un pessimo, sapendo di esserlo. I "buoni" stanno dall’altra parte e nessuno, quindi, gli farà fare una fine "da Presidente", come avrebbe detto Gaber.

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