Col freno a mano tirato

warning sulphuric acidgif Col freno a mano tiratoDi Facebook abbiamo già parlato un po’ di volte e sapete quanti dubbi nutro verso lo strumento. Ciononostante ci sono caduto anch’io e devo dire che l’esperienza è nel complesso sopportabile. Ci sono due cose però che, guardandolo usare dagli altri, i cosiddetti amici, mi lasciano un po’ interdetto.

La prima cosa è più una spigolatura che altro, ma alquanto bizzarra. C’è gente che scrive sulla bacheca “Buongiorno!” o banalità similari e rimedia in pochi minuti 150 commenti (che, se possibile, riescono ad essere ancora più banali), oltre agli ineffabili “Mi piace” (ha detto Buongiorno… Tu dici che ti piace… Vabbè). Sono delle vere e proprie sette del buongiorno: dato un iniziatore, i commentatori sono più o meno sempre le stesse schiere di fedelissimi autoconvocati (*). Comunque la cosa che è veramente inquietante non è tanto la vuotezza e l’autoreferenzialità del tutto, ma la velocità con cui questi post del nulla si ingrossano… Comunque, reazione standard: sopracciglio alzato, vivo e lascio vivere.

La seconda cosa, invece, è più sostanziale e riguarda, sia pure indirettamente, il discorso antico dell’anonimato su internet. Premetto che io non sono un attaccabrighe, né di persona, né per interposto PC. Però, certe volte capita che un “amico” scriva cose che meriterbbero un bel flame o un commentino acido o anche, se ci fosse, un bel “Non mi piace (per niente)“. Ma c’è dell’altro… Non è che io mi senta un vendicatore mascherato, ma in posti diversi da Facebook, a fronte di un post con cui non sono d’accordo generalmente intervengo, naturalmente se ho tempo, voglia e le idee chiare. Il fatto che certe cose le dica, le linki, le scriva un mio “amico”, mi infastidisce e mi chiamerebbe all’azione molto di più che se le stesse cose le facesse un estraneo.

Su Facebook, invece, mi inibisco per diversi motivi. Il primo è che litigare con gli amici è brutto, veri o presunti che siano. Il secondo è che rendersi conto che gli amici dicano, scrivano e pensino certe cose è già un po’ triste in sé, ma, cosa più importante, rischia di “macchiare” quello che dici e pensi tu. Se qualcuno scrive qualcosa sui commenti di un blog, per dire, e io non sono d’accordo con lui e gli replico, sia io sia lui sappiamo che quanto scriviamo è opinabile e che il resto del mondo (idealmente) giudicherà in cuor suo chi fra i due dice le cose più sensate. Su Facebook, è diverso, essendo le relazioni amicali sia fra i due litiganti, sia con il resto del mondo, che al massimo è costituito dall’unione delle due cerchie di amici. Insomma, ci vuole poco a far diventare un’amicizia (spesso virtuale) una riunione di condominio, topos da sempre di rancore senza costrutto.

C’è un terzo motivo che ha a che fare con il mio essere disperatamente acido (guardate in alto alla vostra destra…). Fare commenti acidi è uno dei modi con cui manifesto la mia esistenza in vita e anche, spesso, l’amicizia (quella vera). Dei miei amici su Facebook, di questa mia discutibile caratteristica ne sono consapevoli, sì e no, il 10%… Cosa fare con gli altri? E, pensandoci bene, cosa fare anche con quel 10%, visto che, anche se gli scambi di acido sono a due, tutti li leggono?

Quindi, il più delle volte mi sto buono e mi dico: “Conta fino a 10… Niente flame e niente acidate“. Però è difficile. Sappiatelo. E state attenti a ciò che scrivete. icon smile Col freno a mano tirato


(*) Immagino, tra l’altro, che per la simmetria molti a molti dei social network, i commentatori del buongiorno del mio “amico”, a loro volta scrivano, a seconda dell’ora, Salve o Buonasera e il mio amico commenti a sua volta…

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Un pensiero riguardo “Col freno a mano tirato”

  1. E pensare che giusto un paio di giorni sia dilagata una lite virtuale sì ma con nefasti effetti reali nel gruppo di amici di mia figlia :-) … il tutto partito da un’affermazione infelice fatta su FB da parte di una di loro.
    Ma non era meglio una volta in cui lo schizzo d’acido, l’esternazione, il commentino aspro o la frecciatina venivano, magari sussurrati all’orecchio, espressi solo ad un paio di persone a tiro? E da qui la cosa si propagava rapidamente per finire poi in liti o battibecchi reali ingigantiti e falsati dai vari passaggi di bocca in bocca?
    Penso proprio di sì.
    E tornando al virtuale se c’è una cosa che mi ha sempre divertito molto, grazie all’anonimato, è stato proprio l’assistere, se non il provocare, furiose “liti” virtuali con gente al limite del coccolone di fronte da un video :-).
    Fare il flamer per me era un passatempo: sfogare il mio nervosismo e farlo venire ad altri.

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