Civati, i giovani del PD e un grande perché

Parterre interessante stasera da Santoro. Dellà un’ineffabile Mara Carfagna, vuoto pneumatico di idee e di contenuti, molto carina come sempre (ma brutta pelle e occhio troppo spiritato): trattata da tutti come una bambina deficiente. Benedetto Della Vedova (del pattuglione degli ex-radicali passati dellà) in veste di moderato, liberale e, come si dice oggi, finiano: belle parole, temi e proposte condivisibili, ma memoria corta e tanta cattiva coscienza… Praticamente, tra tutti e due, la storia di questi ultimi giorni.

Deqquà, invece, il trio Renzi-Serracchiani-Civati: i cosiddetti gggiovani del PD. Lei, la Serracchiani, molto pasionaria, ma decisamente impalpabile, sia negli argomenti sia nel dibattito spicciolo. Renzi gradevole, portatore di una politica un po’ antica, “da bar di sinistra” con battute e incazzature annesse, ma un po’ troppo sindaco, un po’ troppo “io, io, io” (anzi, “noi a Firenze”, “noi a Firenze”, “noi a Firenze”).

La scoperta è stata Civati. So più o meno chi sia, anzi chi non sia. Forse perché vive, opera e parla dall’epicentro del merdone destrorso che attanaglia il nord Italia e incarna (sapendo di incarnarlo) il prototipo del homo novus del PD. Sapere che c’è anche una sola persona che bazzica da quelle parti che riesca ancora a dire cose, nemmeno “di sinistra”, ma anche solo “di buon senso”, scatena in me diverse reazioni. Essenzialmente due.

1) Una gran pena. Deve fare veramente una vita di merda. Pensarla come la pensa lui e ed essere circondato da leghisti tronfi, arroganti, ignoranti, razzisti, gretti, impauriti, prepotenti e vincitori deve essere un esercizio quotidiano di autodisciplina zen molto faticoso.

2) Una domanda, semplice nella sua globalità. Se Civati, degnissima persona, è il livello intellettuale che il PD offre al Nord, come può, con le cose intelligenti, tranquille, colte, di “buonsenso” che dice, convincere e portare alla causa del PD quelle masse incarognite, sudate, urlanti, razziste e, soprattutto, tronfie della propria ignoranza che abbiamo visto in collegamento da Adro? Vabbè, che dobbiamo tornare (si fa per dire) a vincere le elezioni, ma siamo proprio sicuri che quei voti puzzolenti siano alla nostra portata? Siamo proprio sicuri che “trasformandoci”, “radicandoci nel territorio”, “capendo i bisogni della gente”, *questa* gente voterà per noi? E, se anche fosse, siamo sicuri che li vogliamo questi voti?

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