Chiacchiere da bar

Sul blog di Mantellini, c’è il rilancio di questo cartello visto e fotografato sulla porta di un bar di Roma.

Sia da Mantellini, sia sul blog da cui rilancia, cartellismi a parte, la parte interessante sono i commenti.

Un primo filone di dibattito si incaglia inevitabilmente (?) sulla linea dell’unica vera ideologia rimasta. Praticamente, una serie di buontemponi afferma (scherzosamente? Con certa gente non si sa mai…) che il cartello non li riguarda perché loro hanno un Mac e “un PC non lo toccherebbero nemmeno con un bastone“. Altri, sempre Mac-centrici, dicono che hanno “un tablet o un I-phone” e quindi anche lì non è roba per loro. Questa divagazione negli abissi dell’i-antropologia viene segata, alla grande, da questo commento, tanto vero quanto lapidario. Bravo/a.

L’altro asse di polarizzazione è più interessante e meno autoreferenziale.

Correttezza legale dei modi e della sostanza del cartello a parte, il barista ha ragione a scrivere cose del genere oppure no?

Un primo partito afferma che il barista è uno stronzo maleducato e ignorante perché siamo noi clienti, con o senza pc, che stiamo nel suo bar, portiamo i nostri soldi e, in sostanza, gli stiamo facendo un favore.

Un secondo partito si mette nei panni del barista e interpreta l’editto immaginando avventori che prendono un caffè (a 1,20 euro?!) e poi stanno per ore seduti là a cazzeggiare su Facebook, occupando il tavolino che potrebbe essere a sua volta occupato da clienti meno pulciari.

Io, per contratto, dovrei essere d’accordo con i primi, visto che la creazione e la messa in piega della Customer Experience è uno dei cavalli di battaglia dell’azienda per cui lavoro (ne avevamo anche un po’ parlato qui): il citatissimo Starbucks, evidentemente ricettacolo di scroccatori di tavoli e di wi-fi, è infatti uno dei case study più classici su questo tema.

Però, sono anche il primo a sentirmi in imbarazzo quando occupo un tavolo per un tempo (molto) maggiore di quello che la consumazione richiede e, ancor più, mi infastidisce aspettare che si liberino tavoli occupati da altri perditempo.

La questione è aperta e credo che effettivamente (cartelli a parte, che sono sempre brutti) la differenza la faccia il posto. Ben pochi bar, almeno a Roma, sono attrezzati per ospitare gente seduta, perché non se ne sente il bisogno e perché lo spazio costa. I tavolini, per un bar normale, sono visti essenzialmente come un costo, più che un investimento, e come tali vanno riempiti il più possibile. Per questo, il più delle volte, i tavolini non servono per chi prende il caffè o altre cose “da bar”che per quello c’è il bancone, ma sono asserviti ad modelli economici diversi tipo aperitivi e pranzi veloci. A Roma, per chi non lo sapesse, anche il bar più pidocchioso, se situato in una zona vagamente di uffici, offre un menu pranzo “caldo” per quanto improbabile e raccogliticcio. Aperitivi e pranzi non si fanno in piedi, quindi i tavolini ci devono essere per loro. Ogni altro utilizzo è mal sopportato.

D’altro canto, i modelli economici che ispirano Starbucks ed epigoni sono completamente diversi. Il fatto che sia Starbucks, sia Mario lo zozzone vendano caffè non vuol dire che stiano facendo lo stesso lavoro e che si rivolgano allo stesso tipo di clientela nello stesso modo. I prezzi sono diversi e, credo, anche i costi (in proporzione, almeno).

La vera domanda è: nella microeconomia di Mario lo zozzone, quanta parte del fatturato proviene e, soprattutto, proverrà in futuro da avventori hi-tech? In altre parole, se Mario, pur continuando a fare il barista romano, vedesse la luce e si mettesse a fare lo Starbucks de noantri (wifi, tavoli, tolleranza), lasciando però il cappuccino a un euro, l’impatto sul suo business sarebbe positivo o negativo?

Io penso negativo, ma è un’opinione.

PS: non credete anche voi che si abusi della firma “La Direzione”?

Post simili a questo

Un commento su “Chiacchiere da bar”

  1. In Italia i baristi sono cosi pulciari che il caffe seduto te lo fan pagare ben di più che seduti (ok c’è il servizio, ma pure le cameriere francesi sarano pagate, o no?) anzi sul caffè la forbice è ridotta perchè è la comanda che salta più all’occhio ma sul resto i ricarichi sono spesso oltre il 50%, e ti fan pure aspettare un sacco!
    Passando ai tempi in cui si tiene occupato il tavolo..beh magari all’ora di punta uno che cosuma solo un caffe e t’occupa un tavolo da 4 da fastidio, ma alle 16 magari di “riempe” un po’ il locale!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.