Cave bifolcum

Ho  letto oggi su Repubblica questo bell’articolo di Curzio Maltese in cui dice che la Sinistra in questa campagna elettorale ha riscoperto l’ironia, la voglia  di ridere e ha (forse) seppellito con una risata una destra incattivita e minacciosa. Speriamo che sia davvero così e che domani sera possiamo tutti festeggiare e prenderli ulteriormente a pernacchie.

Però, non posso fare a meno di pensare che queste cose – belle – possono succedere solo a Milano (o a Roma, o in un’altra grande città); in posto in cui la gente si parla,  si confronta, svolge lavori “moderni”, ragiona con la sua testa e, soprattutto, viaggia e ha visto un po’ di mondo. Io sono convinto che l’Italia, quella vera, quella che vota alle Politiche , è molto più ignorante, credulona e, purtroppo, molto più numerosa. C’è gente che davvero ha paura dei negri e di zingaropoli, che davvero pensa che le moschee servano a coprire il reclutamento dei terroristi islamici, che è davvero sicura che ad Obama freghi qualcosa dei cazzi di B., che davvero crede che un ministero vicino casa possa dare lavoro e benessere facile al nipote disoccupato, che davvero si potrebbe tornare alla collettivizzazione forzata e ai gulag passando per gli espropri proletari, che davvero pensa che i giudici, in quanto laureati, siano comunisti da guardare con sospetto e che davvero nei centri sociali manchi solo la stanza del buco sponsorizzata dal Comune.

L’errore vero della Destra in questi giorni è stato quello di agitare questi spauracchi di fronte alle persone sbagliate, facendole e facendoci ridere. Sarà sicuramente un segno della crisi di idee (se mai ne hanno avute) e del fatto che sono decisamente a corto di argomenti, ma io starei ancora attento al blocco sociale dei Verissimo e dei Mattino Cinque, alle comitive da bar di paese con le moto supersportive parcheggiate davanti, starei molto attento a quell’Italia rurale, ignorante e cattiva che era sicura che Sara Scazzi l’avesse uccisa Facebook e che, soprattutto, stavolta non ha votato.

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