Cappello da giullare (Eponymous)

Jester’s Cap, by Dan Frazier

Non ho mai spiegato perché il mio nick e l’iconografia correlata sia incentrata sul cappello da giullare.

Di base, mi piace e mi piace soprattutto la faccia da figlio di mignotta che ha il tipo sulla carta di Magic Jester’s Cap (qui accanto).

Parliamo comunque di tempi antichissimi e di sistemi di riferimento socio-culturali ampiamente superati da quello in cui negli anni mi sono evoluto (o, piuttosto, involuto).

La ‘s nel frattempo è stata sacrificata per comodità e originalità di scrittura e così l’identità virtuale si è stabilizzata in jestercap72.

Il 72 in realtà è facoltativo ed è comodo in caso di improbabili, ma possibili, omonimie.

Perché sto parlando di questo? Beh, perché dalle statistiche di WordPress, complice – immagino – anche il Carnevale, rilevo che molti visitatori vengono qui cercando su Google dei modi per autocostruirsi un cappello da giullare. Quello vero, di pezza.

Mi rendo conto che una mamma o un papà che vogliono vestire la propria progenie da giullare, neanche fosse una carta da mercante in fiera, potrebbero essere un po’ scombussolati dal finire qui e chiudere la pagina del mio blog con violenza e disappunto.

Pur non essendo il mio core business su queste pagine (ma qual è poi il core business di queste pagine?), vorrei comportarmi da buon anfitrione e aiutarli con una lista di ricette prese qua e là per fare un cappello da giullare coi contro cazzi.

Contro cazzi virtuali, tuttavia, perché, sappiate, la mia manualità è pari a zero, non ho idea se le ricette siano giuste e, se proprio non potete evitare, potete sempre mettere mano al portafoglio e comprarvelo già bello e fatto, magari della Roma.

(*) Mercante in fiera per mercante in fiera, perché non lo mascherate da Gheddafi? Fa una cifra più ridere

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