Condividi se sei indignato

Devo confessare un grande imbarazzo. Sono mesi, forse anni, che ho in canna questo post e non trovo mai il coraggio di scriverlo. Perché mi conosco, perché sicuramente esagererò e qualcuno dei miei venti lettori potrebbe aversene a male… Che poi non è che voglio fare nomi e cognomi, ma Facebook è quello che è, e ci vuole poco a farsi due conti.

L’argomento è sempre quello, le bufale ignobili che girano su Internet (in realtà, solo su Facebook, perché l’Internet extra-Facebook – a parte forse Giallozafferano – rimane un mondo ancora in buona parte sconosciuto ai più, infestato, come è noto, da pedofili, zingari, buonisti, radical-chic e stupratori di gatti).

Alzi la mano chi non ha letto, con cadenza all’incirca semestrale, questa perla qui sotto.

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A parte che io, anche se fossi la persona più credulona, ignorante e disinformata del mondo, mai (MAI!) pubblicherei sul mio profilo una cosa in cui c’è scritto “LA BELEN”… Ma ci vuole tanto a capire che è una sonora cazzata? Che il Senatore Cirenga non esiste, che i senatori sono 315-320 e non più di 400, che 134 Miliardi è il 5-6% dell’intero PIL dell’Italia e che i  malati di SLA sono buttati là senza motivi particolari?

Scusate, ma io quando vedo persone istruite ripubblicare periodicamente cose del genere mi incazzo ed è solo perché sono molto educato che mi astengo dal commentare violentemente. In realtà, non è che io sia particolarmente educato, però è legittimo pensare che, se alcune persone non leggono con spirito critico una cosa che dovrebbe suscitare la loro preziosa indignazione, figuriamoci se stanno a leggere e ad elaborare un mio puntuto commento. Io sono presuntuoso, lo so (anche se, in realtà, si tratta di superbia, non di presunzione, ma lasciamo perdere), ma non fino a questo punto.

Ma torniamo al senatore Cirenga. Che lì dentro c’è tutto.

  1. Ci sono i telegiornali conniventi con i politici.
  2. C’è l’evergreen dei “costi della politica”, nella sua accezione più “facile” degli stipendi/pensioni dei parlamentari.
  3. C’è il bertoldismo del “mi tieni all’oscuro dei tuoi traffici, ma a me mica mi freghi”.
  4. C’è il pauperismo piagnone dei 134 Miliardi di euro.
  5. Ci sono i malati di SLA che da stamina in poi, loro malgrado, vanno un sacco di moda e ci fanno sentire buoni, almeno quanto fanno sentire lo Stato cattivo.
  6. E soprattutto c’è la questione di Belen (anzi de LA BELEN), che, per quanto possa apparire un incipit marginale, è un po’ la chiave di tutto. Sì, perché fa sentire l’indomito condivisore una qualche specie di intellettuale-dadà: ché lui non si fa incantare dalla Belen, lui guarda i telegiornali con spirito critico, lui si informa e sa cogliere e trovare quello che non gli vogliono dire. La Belen come novello ma inefficace oppio dei popoli, una specie di inconsapevole rilettura di Marx, il quale, porello, si starà rigirando nella tomba come al solito.

Un male (forse il principale) di questi tempi bui, non è l’ignoranza tout-court e nemmeno l’incapacità di informarsi, che in forme diverse ci sono sempre state, ma è invece questo credersi (e non perdere occasione di manifestarsi) più furbi, più puliti, più informati e più indignati degli altri. Una volta (signora mia) il popolino faceva il popolino, ora, pur rimanendo popolino (cioè pigro, intollerante e facilmente manipolabile, con buona pace di Bertoldo), vuole venire a spiegarci le cose, non senza una certa, inopinata quanto maldestra, saccenteria. Sarebbe una cosa che fa ridere, poi una volta ogni tanto si vota… Ma vabbè, non stiamo parlando di questo.

Facebook è pieno di queste bufale virali che fanno cliccare pavlovianamente sul tasto “Mi piace” o, addirittura, “Condividi”.

Alcune in buona fede (perché qualcuno è davvero gonzo, non è che ci fa), altre a fini di lucro (tipo i vaccini e le scie chimiche), altre solo goliardiche (ma qualcuno ci crede davvero)vanni-287x512

altre, infine, come quella di Cirenga, di origine incerta, ma di incredibile potenza virale.

Se mi avete seguito fin qui, senza affrettarvi a condividere il post, volevo chiudere segnalando tre tratti, a mio avviso, molto significativi che hanno (quasi) sempre queste notizie per gonzi:

  1. Riguardano solo temi di destra: soldi, tasse, caro-benzina, immigrati, zingari, farsi-giustizia-da-soli. Mai che ce ne fosse una di bufala, ugualmente “evidentemente falsa” o “inutilmente esagerata”, che riguardi Salvini, Di Battista o la Meloni (certo, mi sono venuti in mente questi tre, povera destra) e che diventi in qualche modo virale. Ammesso che esistano, cioè che qualcuno perda tempo a inventarle, produrle e pubblicarle, è evidente che tra gli esseri “senzienti” (in altri tempi avrei scritto “pensanti”, ma il renzismo è roba dura per tutti) in qualche modo si arenato. Chissà come mai…
  2. Provengono da fonti facilmente individuabili come Bufalodromi (il Giomale, la Rebubblica, la Gazzetta della Sera, Imolaoggi (!), Catena Umana, di cui mi ero occupato anch’io tempo fa). Se ci pensate, però, questi siti “si nascondono in piena vista”, usando lo stesso meccanismo che decreta il successo delle loro bufale: se uno legge e non capisce che sta leggendo cazzate mascherate da notizie, come può rinnegare se stesso, smettendo di essere superficiale ed accorgendosi che il GioMale, non è il il GioRNale e che la Gazzetta della Sera è un giornale che non esiste? (A scanso di equivoci… Si può anche pensare che Repubblica.it non sia il Vangelo dell’informazione italiana, ma penso che ci siano pochi dubbi su chi sia più attendibile fra La RePubblica e La ReBubblica ed eventualmente, quale dei due abbia dei contenuti che vale la pena condividere).
  3. Il terzo è una mia vecchia fissa: in un modo o nell’altro ci sono di mezzo gli animali. O direttamente, tipo le periodiche ondate di sdegno sui cinesi che mangiano i cani (fatto vero, forse; marginale, sicuramente; ma comunque legittimamente afferente alle tradizioni di un popolo). O indirettamente: io ho l’abitudine di andare a guardare nell’abisso dei profili dei più beceri dei commentatori/condivisori e con certezza quasi matematica, accanto a cimeli del ventennio, mascelle volitive, senatori Cirenga e video di Di Battista che “asfalta” qualcuno, trovo quasi solo foto di cani e di gatti, a volte di proprietà, altre volte anch’essi riciclati da profili altrui. Correlation is not causation, certo, ma la svolta vegan-animalista del tardo-Berlusca è difficile che sia avvenuta solo per amore di quella… Hai visto mai…

Bene, la chiudo qua, per ora. Continuate ad amarmi come facevate prima, e, se siete anche voi indignati, condividete questo post.

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