Brick & mortar al posto del cervello

Dopo una partenza un po’ affrettata, in cui era difficile trovare disponibile qualsiasi libro, Amazon.it è andato a regime e presenta ora un assortimento notevole a prezzi impressionanti (alcuni libri hanno il 30-40% di sconto sul prezzo di copertina). Inoltre, ed è la cosa che mi sconfinfera di più, Amazon.it è in realtà Amazon Europe e di conseguenza si appoggia in modo trasparente agli altri Amazon europei (UK, FR, DE) e di conseguenza ha in catalogo anche libri in altre lingue, sempre a prezzacci. Le spese di spedizioni sono gratuite oltre 19 euro di spesa… Freedom, per dire, mi è costato il 40% in meno. Cosa chiedere di più?

Beh… Che i presunti liberali (di destra e di sinistra) si facciano i cazzi loro.

Infatti, il Senato ha approvato in via definitiva e con voto bi-partisan una legge per limitare gli sconti sui libri al 15% del prezzo di copertina. La legge – primo firmatario Ricardo Franco Levi del PD – calmierando gli sconti, ha come unico scopo, nemmeno tanto mascherato, quello di togliere di mezzo la concorrenza delle librerie on-line e dei reparti librerie degli ipermercati, a tutto vantaggio delle librerie normali (quelle brick & mortar direbbe Anderson).

Ora, la figura del libraio si sta perdendo, le librerie tradizionali sono nient’altro che le catene tipo Feltrinelli, Mondadori (*), ecc., tanto che il 15% imposto è bypassabile fino al 25% “quando gli editori stessi realizzano campagne promozionali sui libri del loro catalogo“. Quando gli editori sono anche librai, è evidente come una mano lavi l’altra.

A me sembra qualcosa di fortemente illiberale, potenzialmente anti-costituzionale e soprattutto molto, molto italiano.

Il mondo va avanti? Noi lo leghiamo alla bell’emmeglio, così non scappa. Qualcuno ha un modello economico più efficiente e più moderno? Facciamo una legge e torniamo TUTTI all’età della pietra.

Speriamo davvero che Amazon monti un casino bestiale e faccia vergognare l’Italia, come è giusto in questi casi, in sede europea. Dopotutto di leggi a cazzo ne hanno approvate e scritte molte e c’è stato quasi sempre qualcuno che glielo ha fatto notare.

A me quello che veramente schifo di questa storia è che non si vuole incoraggiare il mercato del libro, favorendo il libro elettronico (che in Italia è in una situazione ridicola), abbassando ulteriormente l’IVA o promuovendo attivamente la cultura e la lettura, ma si vogliono aiutare i mercanti del libro (e nemmeno tutti). Vaffanculo.

Amazon, comunque, per ora tace…

(*) Di chi era Mondadori? Non ricordo…

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