Atra die signanda lapillo

Giorno da segnare con un sassolino nero.

Venerdi scorso, alcuni di voi già lo sapranno, è stato un giorno da dimenticare.

Sveglia alle 4.00, aereo, ritorno a casa e, con la fida Fida (unica nota positiva), andiamo dai Carabinieri a fronte di una convocazione che mi avevano lasciato sulla porta. Non vale la pena e non è nemmeno sano parlarne apertis verbis, ma in sintesi, una cosa che ho scritto sul blog più di un anno fa, mi sta creando non pochi problemi. A chi interessa racconto tutto a voce o per email.

Abbastanza scoraggiato dalla pochezza mentale del prossimo, me ne torno a casa e, dopo un frugale pasto in compagnia, ce ne andiamo in moto (“Andiamo in moto o in autobus?“, “Ma no andiamo in moto che è bel tempo…“) verso il centro. Acquisti, granita di caffè e mostra di Hopper. Hopper a Roma… Chi l’avrebbe mai detto. La mostra è ben fatta anche se moltissimi  dei quadri più famosi sono assenti. Davvero notevole, tuttavia, l’installazione che riproduce il diner di Nighthawks (il suo quadro più famoso, comprensibilmente assente), nella quale si può entrare e sedersi agli sgabelli. Non mi sono fatto fare una foto, perché c’era (volutamente) poca luce e poi perché col giubbotto da moto ero davvero fuori contesto, ma comunque un’emozione inattesa.

Finita la mostra, ce ne torniamo alla moto e andiamo a mangiare da Cadorna, che non si smentisce mai: rigatoni col sugo di coda alla vaccinara, cacio e pepe, due saltimbocca alla romana da paura e due creme caramel da coma glicemico. Assonnati (c’eravamo svegliati alle 4.00), ma sazi, ce ne andiamo verso casa. Già la faccenda (misteriosa) dei carabinieri la mattina mi aveva rovinato la giornata, ma il peggio doveva ancora venire.

Alle 22 circa sulla Via Nomentana altezza villa Torlonia, un taxi (Multipla, per giunta) ha fatto inversione senza freccia e saltando senza preavviso il cordolo della preferenziale.
In realtà ha tentato di fare inversione perché sulla sua strada all’altezza della mezzeria si è trovato una corazzata arancione che procedeva a velocità moderata.

Bilancio.

Io:
volo e atterraggio di gomito e e di testa –> Illeso (benedetto
casco
e giubbotto).

Fida (che era dietro di me): volo e
atterraggio su mano –> frattura del radio, 45 giorni di prognosi,
sempre (benedetto casco e giubbotto)

Moto: praticamente nulla
(bauletto, specchietti, una freccia, graffi vari su paramotore, paramani
e marmitta, manubrio storto), comunque sana e marciante… Certo da
mettere a posto.

Vigili, 118, pronto soccorso, assicurazione,
avvocato e madonne (tante).

Post simili a questo

4 commenti su “Atra die signanda lapillo”

  1. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    merda quanto mi dipiace, soprattutto per la frattura della nostra, ci mancava proprio…

    grnade, grandissimo abbraccio a tutti e due.

    Voster semper Voster

    Clod

  2. Scrivo moderato perchè conoscendo da prima i due fattacci ho avuto il tempo di metabolizzarli…
    Il primo non merita neanche commento, se non la constatazione che oramai siamo tornato al medio evo: la libertà di parola è solo una utopia e te la puoi permettere a casa tua e con i tuoi amici.
    Ci sarà la par conticio anche per i fatti privati: mai parlare di altri, ne bene ne male, neanche se sono misfatti conclamati.

    Per il secondo caso, mi aguro che una volta o l'altra questi padroni della strada anzichè incrciare una moto possano leggere una bella scritta IVECO, o SCANIA che è lo stesso.
    Il problema è quando a fare l'inversione o a invadere corsie sono questi ultimi.. cosa augurare loro?

    Un abbraccio.

  3. Se incontrano trenitalia sarebbe ancora meglio tanto la mamma dello stronzo e’sempre incinta, vedo delle prepotenze sulla strada a danno di persono un po poco ambienti nella guita nella città o con un Po di ruggine nel codice della strada.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.