Allah ci protegga (e ci scrambli)

Pare che il povero Fikri, parlando in “quella lingua strana loro, quella che non si capisce” avesse detto: “Che Dio lo spinga a rispondere“, anziché “Perdonami, Allah, non l’ho uccisa io“.

Da questo errore di traduzione (surreale in un paese in cui -piaccia o no- siamo già alla seconda generazione che parla arabo e chi parla arabo dovrebbe essere, a sentire alcuni, sempre e comunque delinquente e mal che vada terrorista), i Caramba hanno fatto le cose in grande e hanno organizzato l’arrembaggio in acque internazionali di un traghetto diretto in Nordafrica.

La spettacolarità di quest’operazione ha dato l’occasione a qualche leghista brembatese (pochi in realtà, ma buoni)  di non lasciare sole le forze dell’ordine dello stato occupante nella figura di merda collettiva intorno a questo arresto.

Messo agli atti tutto ciò e considerato, en passant, che spesso certe indagini ricordano più l’ispettore Cluseau che CSI, sorge spontanea una domanda.

Se questo Fikri appena interrogato ha prodotto prontamente un alibi credibile, confermato addirittura dal suo datore di lavoro (italiano e padroncino, quindi incontestabile di default), perché lo stavano intercettando?

Perché era marocchino? Perché aveva una faccia brutta? O perché quando succede un fattaccio (forse c’è ancora speranza) si intercetta a tappeto tutto il circondario e si pesca dal mazzo? In nome di cosa?

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