Crack TV

All’ufficio stiamo organizzando una partecipazione ad una Fiera del Lavoro al Pallati i Kongreseve di Tirana (roba grossa). Solite cose: arredamento dello stand in cartapesta, materiale pubblicitario, poca voglia. Visto che “siamo nel progresso” vorremmo anche proiettare dei video agiografici sulla nostra azienda. L’opzione più facile sarebbe ovviamente portarsi uno o più  portatili e collegarli a una o più TV, visto che in ufficio ne abbiamo diverse.

Però, ero sicuro che l’amico Bnb che possiede un televisore simile, avuto con il Tutto Incluso di Sky (wow), era riuscito, non ricordo se con qualche magheggio o senza (*), a far leggere i video direttamente da una periferica USB collegata alla porta sul TV, senza fili e altri cazzi. Per lo stand sarebbe la svolta, no? read more

La voce dell’innocenza

Che vvor di'?

Oggi è venuta a trovarci in ufficio la figlia 12-enne di una collega e, dopo appena 10 minuti dall’avermi conosciuto, ha scritto il pensierino sopra riportato… So’ soddisfazioni.

Terrazze Tironze

Questo post l’avevo iniziato a scrivere tempo fa e più o meno dovremmo essere intorno al 20 luglio… Oggi l’ho ripreso e lo pubblico ora.

L’altro ieri sono passati qui nell’avamposto, Pulcy e Signora, on the way to Haskovo in Bulgaria.
Non si è fatto granché, anche perché Tirana non è che si presti molto al turismo classico. Ce ne siamo stati al fresco in ufficio, visto che pure loro avevano qualcosa da fare, qualche bibita al bar, un pranzo “tipico” e una bella cena di pesce all’aperto. read more

We’re on the road to Vlore – Un anno dopo

Non so se era emerso dal post dell’anno scorso, ma dopo quel weekend mi era completamente passata la voglia di girare ulteriormente per l’Albania. Mancavano la compagnia giusta (ci torneremo, ci siamo tornati), la mobilità di base (auto e strade) e, almeno per quello che mi era stato dato di vedere, anche i posti dove andare. Tutti che dicevano che l’Albania “è bellissima”, ma da quell’esperienza mi era sembrato decisamente il contrario.
Anyway, c’è Letz a Tirana ed è molto inferocita: “Quando sono stata qua due anni fa, ho passato 3 mesi senza uscire dal Blloku, voglio andare al mare, a Valona“.
Io più per lei che per altro ho detto: “Vabbè, organizzate e contatemici pure a me…
Letz: “Non ti preoccupare, A. ha detto che ci pensa lui“. Io mi sono preoccupato proprio perché “ci pensava A.”, e l’ho messa in guardia, ma non ci sono state ragioni.
A. si è ridotto all’ultimo per prenotare (weekend di Agosto, in uno dei pochissimi posti balneabili di un paese che conta pur sempre 3 milioni di abitanti), ma sembrava aver trovato qualcosa… Il tempo di dire OK e di salire in macchina e ci arriva una chiamata che ci dice che il tizio dove avevamo “prenotato”, aveva trovato “altri che stavano per più giorni di noi” e aveva dato al loro la nostra camera. Welcome to Albania.
Se non fossimo stati già un po’ lontani da casa e sotto il sole delle 14, me ne sarei tornato a casa. A. dice: “Eeeh, che volete? Qualcosa troveremo… read more

Iiih che stress!!

Non ricordo se ne ho già parlato, ma lo stress è il male degli albanesi.

Qui, anche se non lo chiedi, ti dicono che sono tutti stressatissimi. Qualsiasi lavoro facciano, dal manager alla parrucchiera, dalla cassiera del supermercato all'impiegato di seconda e terza fila.
Io, personalmente, pur facendo un lavoro di una certa responsabilità, non ho mai considerato lo stress una categoria sulla quale giudicare la mia vita. Certo ci sono momenti in cui senti una pressione un po' maggiore, momenti in cui sei effettivamente oberato di cose da fare, ma ritengo che sia parte della vita e non ci faccio caso più di tanto.
Invece, ritenere di essere continuamente "stressati" solo perché si sta svolgendo un (qualsiasi) lavoro pare che sia la norma qui nell'avamposto. read more

Sui quadricicli a motore

Pensavo alle Microcar qualche giorno fa passeggiando per Tirana.
Qui capita ancora di sentire a distanza di qualche isolato un’auto con lo stereo a palla, con l’aggravante che, al tradizionale tuztuztuz da discoteca, si può affiancare inopinatamente una neo-melodica macedone, un Celentano d’annata o un rapper serbo. A Roma, invece, questa coattagine antica sembra essersi quasi estinta almeno fra gli automobilisti: infatti, fateci caso, se sentite un tuztuztuz da quartiere all’altro, 99 volte su 100 è un adolescente brufoloso su una macchinetta. read more