Proud to be

Volevo parlare di questo di cui vi sto per parlare da parecchio tempo, almeno, direi, dai tempi magici dell’Albania. L’occasione per rimettere mano a questo vecchio blog, così tanto trascurato (*), me l’ha data la triste storia di Katia, la direttrice di banca di Castiglione delle Stiviere (dove per altro era ambientato il mio libro di Narrativa della seconda media, ne avevo pure parlato qui).

In un passato non troppo remoto ho lavorato per una multinazionale. Non direttamente, per carità, no. La mia azienda di allora era una dimenticata filiale di questa mostruosità globale che misteriosamente non era ancora stata dismessa, benché ce ne fosse più di un motivo. Non ultimo, il fatto che la Multinazionale faceva un lavoro e noi ne facevamo un altro. Non ho mai capito se ciò fosse dovuto alla cecità del gigante, alla furbizia del nano o a impicci comuni. read more

Serendipità pelosa

Forsenontuttisannoche nella Riforma del Mercato del Lavoro recentemente approvata, è stato approvato anche un emendamento, presentato da due parlamentari del PD, che rende difficile la delocalizzazione delle attività di call center in paesi stranieri, come ad esempio (ma è solo un esempio) in Albania. Avendo io stesso dedicato un anno e mezzo della mia vita a delocalizzare un call center italiano in Albania, è naturale che questa faccenda mi interessi, anche se ormai indirettamente, ed è facile capire come la pensi nel merito. read more

Il genitivo nel cognome

Oggi, leggendo un nome – mi pare, Tomassi – sulla fiancata di un furgone nel traffico di Roma, per uno strano corto circuito mentale, mi è tornata in mente una cosa che non vi ho ancora raccontato sull’Albania…

Prima una breve digressione sull’origine dei cognomi: forse ci avrete fatto caso anche voi, ma vi chiarisco lo stesso le idee. I cognomi in Italia, ma probabilmente ovunque, hanno in linea di massima quattro possibili origini.

  1. Patronimico (provenienza di stirpe). Banalmente il nome del padre al genitivo (Franceschi/Di Francesco, Marchi/Di Marco) e diminutivi vari (Giuseppucci, Orlandini).
  2. Provenienza di luogo. Del Monte, Lavalle, Milani, Veneziani, Di Capua, Vallanzasca, ecc.
  3. Soprannomi familiari. Di origine fisica, quasi sempre negativa (tipo Bassi, Gobbi, Storti, Sordi, Muti) o meno (Orsi, Formica, Cappelletti, Marchiafava, Spaccarotella) ed altri più o meno pittoreschi.
  4. Mestieri e professioni. E’ un po’ un sottocaso del precedente, ma fa storia a sé: Ferrari/Ferraro (*), Fabbri, Muratori, Molinari… Sottocaso del sottocaso, ci sarebbero i “lavoratori atipici”, tipo Del Prete, D’Amico, ecc.

Sicuramente ci saranno milioni di controesempi che vi verranno in mente (tipo i famosi cognomi “dei trovatelli”: Sperandio, Diotallevi, Rossi, ecc.), ma io credo che, salvo che per casi particolari, con un po’ di ricerca sia facile ricondurli a uno delle fattispecie qui sopra. read more

Shenzen – Nei posti bisogna starci

Ieri ho finito di leggere Shenzen (sottotitolo: A travelogue from China) di Guy Delisle. E’ un libro a fumetti come mi capita spesso di leggere in questo periodo, ma è molto diverso dagli altri. Non so bene cosa sia precisamente un “travelogue”, ma questo è un diario di un soggiorno di tre mesi in Cina, a Shenzen appunto, per lavoro nell’anno 2000.

Se vi state chiedendo che ci fa un fumettaro in Cina per lavoro, sappiate che il Delisle era stato inviato a supervisionare la realizzazione in outsourcing di una serie di animazione. Talk about globalization… read more

Licenza di licenziare

E’ quasi ufficiale che fra le prime azioni di questo governo Monti ci sarà la riforma dell’articolo 18. Tutti lo dicono, tutti o se ne dolgono o dicono “Era ora!“.

Hanno ragione tutti e due. Da un lato è un riconoscimento definitivo che i tempi delle vacche grasse sono finiti e che i diritti conquistati (e anche un po’ abusati) negli ultimi 40 anni sono ormai di difficile applicazione nel mondo di oggi. Il mondo del lavoro è regredito a velocità maggiore di quanto è regredito il benessere e la situazione economica generale e nella zona grigia fra queste due velocità, qualcuno – imprenditorialmente incapace, almeno in senso classico – si è anche arricchito. Quindi, a me rode che tolgano diritti in generale e l’articolo 18 in particolare. Sicuramente, una parte cospicua del benessere diffuso che ci rendeva proteggibili fino a qualche anno fa è finito nelle tasche dei cinesi, se pensiamo globalmente, e degli evasori, se guardiamo in casa nostra. E’ una sconfitta, anche molto amara, ma non ammetterla sarebbe come continuare a giocare da soli in uno stadio buio, quando pubblico, avversari e anche una parte della tua squadra se ne sono andati da tempo “sotto la doccia”. read more

Film già visti

Anche in Albania si è votato. Due settimane fa, però. E ancora non si sa chi ha vinto. Segnalati gli exit-poll casarecci con questo post di qualche giorno fa, pensavo – ingenuo – che ci fosse solo da aspettare un po’.

In realtà, come spesso accade la situazione è un po’ più complessa e, a sentire le mie fonti, più pericolosa. Ma andiamo con ordine.

Proprio all’inizio del periodo che ho trascorso lì, si votava per le politiche e ci furono, più o meno, queste fasi: read more