Al Sciur Dutur

Ieri, a chiusura di una giornata di merda, ho passato una bella serata in amicizia all’Old Marconi.
A parte il fatto che si può andare in qualsiasi posto, purché sia nel raggio di un km (ma anche meno) da casa del Doc ( ), ce ne fossero di serate come quella di ieri sera.

Ma non è di questo di cui voglio parlare.
All’uscita del pub, faceva bella mostra di se un cumulo di santini elettorali del DOTTORE.

dottore
Dopo aver celebrato altri esempi di eccellenza prestati alla politica, per par condicio, non posso non fare un po’ di campagna elettorale anche al Dr. Ghebremedhin Ghebreigzabiher, detto DOTTORE . Qui il suo sito. Molto migliore di quello di Andrea, che pure, come già detto, è un operatore della comunicazione.

In quel "detto DOTTORE", c’è la consapevolezza atavica di avere un nome impossibile da leggere/scrivere/pronunciare/compitare/ricordare anche per gli standard eritrei.

Immaginatevi una sora Lella equivalente che nella solitudine della Gabina elettorale, si mozzica la matita e comincia a borbottare:
"Come se chiamava quello? Me piaceva quello… Quello ne(g)ro… Er Dottore… Gebre, quarcheccosa… Vabbè io voto Fidel (Mbanga Bauna, ndr.) che tanto i scrutatori capischeno."

Insomma, il "detto DOTTORE" trasforma il candidato da un sicuro perdente in un catalizzatore di voti. Geniale, bravo.

Tra l’altro, per candidarsi al Consiglio comunale, il Nostro c’ha un programma di amplissimo respiro che non trascura grandi temi, quali la dignità umana, l’universalismo (morté) e un inquietante Richiesta di Sacrificio ai cittadini. Chissà perché il Sacrificio è maiuscolo? Sarà estremo?

Vota dottore. Vota dottore. Vota dottore. Vota dottore. Vota dottore. Vota dottore.

Updated 31.03.2008: Su segnalazione del Doc: il sito del Dottore è una miniera di foto e personaggi. Il nostro dottore ridefinisce il concetto di presenzialismo.

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