Giotek experience

E così alla fine sono andato a Firenze da Giotek.
C’è stato un lungo periodo da settembre a gennaio in cui ho seriamente pensato di vendere la Tracer (per comprarmene un’altra, non vi preoccupate).
Il punto era che, benché non si potesse comprare altro perché il mercato continua a non offrire niente di confrontabile, cominciavo ad avvertire dei limiti strutturali che andavano risolti. Valeva la pena spendere una cifra importante dai 600 ai 1000 euro su una moto che si avvicinava ai 15000 kilometri. Non era meglio rimetterci un po’ di soldi, cosa inevitabile nella compravendita, e partire sul pulito con una moto nuova e subito performante?
Ero anche andato alla Yamaha a farmi fare un preventivo verso novembre.
Il tipo mi aveva detto “ma hai fretta? Aspetta il MY 2017, che è pure euro 4, tanto a gennaio ti faccio la stessa quotazione che ti farei adesso read more

Il proiezionista

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Come vedete quello che si può fare con Chromecast, oggi, in Italia, è ben poco

Circa un anno fa, ho comprato la chiavetta Chromecast di Google. Era appena arrivata in Italia e per soli 35 euro, mi sembrava stupido non prenderla. Lì per lì, però, mi era sembrata già da subito un incauto acquisto, mitigato solo dai soli 35 euro.

Chromecast fa parecchie cose, ma essenzialmente trasforma una dumb TV (tipo la mia) in una Smart TV, con Wi-Fi, Android e anche la possibilità di decodificare i formati video più diffusi. A me questa cosa, benché in possesso di una TV tutt’altro che Smart, serviva a poco, perché a suo tempo fui io per una volta quello smart e in un raro momento di lucidità misi il PC e il router accanto al televisore, che divenne quindi facilmente, con un semplice cavo VGA, il secondo schermo del PC. Ebbene, dunque… Come usare Chromecast? Boh. read more

Il Cherubino cinese

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No logo

Tra le varie pensate domestiche legate all’arrivo della pupa (pupa? Che pupa?), c’è quella del BabyMonitor. Quando divenni zio, mia sorella mi ingiunse di regalarle un accrocco di nome Cherubino della Brevi: un kit plasticoso composto da una telecamer(in)a e da una specie di micro monitor portatile. La telecamerina si  mette sulla culla e il monitor ti racconta la rava e la fava su quello che sta combinando la tua progenie.

Obbedii prontamente al diktat (tutto volevo tranne finire su Cronaca Vera: “Zio snaturato e tirchio non compra Cherubino e la  nipotina affoga nella sua cacca“), ma, come per molte cose legate alla puericultura, mi sembrarono soldi buttati. Non tanto perché l’oggetto fosse inutile, ma perché, visto che siamo nel progresso, probabilmente ci potevano essere soluzioni autocostruite molto migliori e molto più economiche del coso angelicamente plasticoso. read more

Debolucce? Naaa, maddeché…

Update: se leggete i commenti, vedrete che mi ha risposto la Givi. Pare che proprio la mia segnalazione abbia portato alla ri-progettazione del pezzo. Ne prendo atto e li ringrazio. Avevo pensato che potesse essere andata così, ma mi sembrava un po’ improbabile e non l’avevo scritto.

Vi voglio raccontare una cosa. Una cosa su cui ancora non mi sono fatto un’idea precisa, ma che mi ha sicuramente lasciato con l’amaro in bocca e con 100 euro di meno in tasca.

All’acquisto della moto, ho acquistato un bauletto Givi con relativa piastra di fissaggio. Dopo appena sei mesi di onorato servizio, quest’estate l’amico Salvatore si accorge che sulla piastra in questione si è formata una bella crepa. read more

Due libri

In settimana ho acquistato due libri. Uno lo sto già leggendo e un altro lo leggerò presto.

Il primo si intitola Ludwig e racconta la storia di una coppia di serial killer bellocci, che, dietro una non solidissima ideologia nazista, imperversavano nel Triveneto, davano fuoco a cinema porno e discoteche e, quando volavano basso, uccidevano frati a martellate e prostitute a colpi d’accetta.

Il secondo si chiama The Battle for the Falklands e, come è facile immaginare, tratta di quella guerra-lampo fra Argentina e Gran Bretagna, che ebbe luogo nella primavera dell’82 dall’altra parte del mondo. read more

Sì, ma che ci fai?

Da oggi sono possessore, felice (per ora), di un tablet Android Motorola Xoom.

Mi sembra un ottimo prodotto e non sono ancora riuscito a trovargli un difetto.
Devo dire che pensavo che scrivere (come sto facendo ora) con la tastiera virtuale touch fosse decisamente più antipatico, ma invece a parte il dover chiamare gli altri layout per numeri e caratteri speciali, vado abbastanza spedito, quasi più che con la tastiea tastiera normale…
Honeycomb ha qualche bachetto di gioventù, ma niente di bloccante e soprattutto niente che non sia già indirizzato…
Per ora è tutto, facciamo scadere le 24 ore e poi cominciano cominciamo a smanettare seriamente 🙂 . read more