24 Maggio 2008 – L’Appennino Tosco-X, finalmente

Abbiamo (Bnb ed io) realizzato un progetto antico.

Siamo arrivati a SLN nella serata di venerdi, per trovarci già a metà strada (più o meno) per fare il balzo verso i passi appenninici.

Sabato mattina, sveglia alle 8 e mezza, cappuccino in piazza e via nel solito toboga, Orvieto, Todi e poi un’ora e passa di noia sulla E45.

Si esce a Pieve Santo Stefano e su a palla verso il primo passo.

Passo dello Spino. Breve, circa 8 km, ma spettacolare. Strada larga, bei curvoni, talmente bella che deve essere utilizzata spesso per delle gare in salita, perché la strada ha i cordoli, le balle di paglia sulle vie di fuga e i cuscinoni sui guard-rail. Roba grossa, non siamo abituati a questo trattamenti, noi motociclisti, brutti sporchi e cattivi. Peccato tre cose: è troppo breve, era all’inizio del giro (quindi ancora fuori dalla trance da curva), un gruppo di 5 BMWisti austriaci con signore al seguito, che salivano a due all’ora, capitanati da uno con gilet catarifrangente… Vabbè.

Passo della Verna. Subito dopo quello dello Spino, il meno bello della giornata. La strada stretta non ha impedito a qualche assatanato di passarci sulle orecchie. Ce lo aspettavamo, ma sarà il leit motif della giornata.

Da Bibbiena prendiamo la SR 71 (chi si rivede… toccheràfare un post sulle strade statali che rispuntano a distanza di centinaia di chilometri) in direzione di Bagno di Romagna.

Passo dei Mandrioli. Il più bello della giornata. Bella strada, bellissime curve, salita nel bosco (foreste casentinesi) e discesa su strada tagliata nella roccia, in quella che dovrebbe essere la altissima valle del Tevere (pensa un po’). Divertente e spettacolare.

Da San Pietro in Bagno, dove era pieno di vecchi alle terme, si riparte verso Santa Sofia.

Passo del Carnaio. Il grosso lo fa il nome, niente di che. In realtà, lo abbiamo fatto nel verso sbagliato. La strada in discesa era decisamente migliore di quella in salita, ma, in moto, io trovo le salite ordini di grandezza più divertenti delle discese… E quindi niente di che…

A Santa Sofia iniziamo a tornare indietro… Hitler era arrivato a 22 km da Mosca e noi siamo arrivati a 34 km da Forlì (!?)…

Passo della Calla. Notevole, la salita non finiva più… Più di trenta kilometri, di curve e curvette… Ben oltre l’ora di pranzo. Arrivati in cima, però, intermezzo al baretto dei motociclisti… Non faccio la solita scena dell’intermezzo, perché ci siamo mangiati un panino senza infamia e senza lode, un caffè fatto con la macchinetta e una lemonsoda… La tipa, però, meritava, il posto pure e naturalmente era affollato di motociclisti. Un cippo omaggiava Dante a nome delle foreste casentinesi (selva oscura?) e una corona omaggiava un partigiano, morto -ammazzato, presumo- lassù, medaglia d’argento. (Breve digressione: che cosa deve fare un poveraccio per prendere una cazzo di medaglia d’oro, oltre lasciarci le penne?). La discesa nel bosco è molto spettacolare (anche se più breve).

A Stia, prendiamo verso Firenze.

Passo della Consuma. L’avevamo fatto due anni fa nell’altro verso e, seppur piacevole, non ci aveva entusiasmato. A dimostrazione di quanto il verso è importante, la salita della Consuma, da Arezzo verso Firenze, è stato probabilmente il momento motociclisticamente più emozionante. Solo troppo traffico di moto: ho accostato per 5 secondi e sarò stato sorpassato da una ventina di moto. Troppo troppo. In cima al valico, un vigile ci ferma e ci dice: “La strada l’è ‘hiusa ‘e ccè una gara, dovete andà pe’ Vallombrosa (che era proprio dove volevamo andare n.d.j.). Ma attenti! L’è una strada forestale, l’è stretta, ‘i son delle buhe, mi raccomando, andate piano, mi raccomando!“. La strada è stretta , ci sono effettivamente buche e c’è pure traffico perché l’altra strada l’è chiusa. Però è spettacolare… Roba da Oregon.

forestale

A fatica raggiungiamo Figline Valdarno, ci facciamo un pezzatto di A1 fino a Valdichiana, poi  Pienza e Cassia fino a casa: 500 km tondi tondi. Spesa alla Coop e brace imperiale.

brace

Burp!

Qui la mappa del giro.

Post simili a questo

Un commento su “24 Maggio 2008 – L’Appennino Tosco-X, finalmente”

  1. Magari me sarò confuso, ma mi è parso che il capo branco dei bmw-isti sullo Spino era una tipa

    Parte del giro lo avevo fatto a pezzi e dalla parte opposta.
    La Calla decisamente bello da entrambi i lati
    Spino solo da Santo stefano della Pieve
    Carnaio solo da Santa sofia

    Sulla consuma un pensiero a parte. Molto dipende dal lato dal quale si sale, ma molto anche dalle nostre (migliorate) capacita motociclistiche. Salendo mi sono ‘ingarellato’ con uno col Daytona e uno col Varadero. Sarà una moto del piffero … ma il manico conta

    Mi domando … ma è possibile che noi siamo gli unici a non fermarci mai (culi a parte :-P) ai baretti in coppa ‘o monte?

    L’Oregon è stata la scoperta della giornata

    bnb

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.