Proud to be

Volevo parlare di questo di cui vi sto per parlare da parecchio tempo, almeno, direi, dai tempi magici dell’Albania. L’occasione per rimettere mano a questo vecchio blog, così tanto trascurato (*), me l’ha data la triste storia di Katia, la direttrice di banca di Castiglione delle Stiviere (dove per altro era ambientato il mio libro di Narrativa della seconda media, ne avevo pure parlato qui).

In un passato non troppo remoto ho lavorato per una multinazionale. Non direttamente, per carità, no. La mia azienda di allora era una dimenticata filiale di questa mostruosità globale che misteriosamente non era ancora stata dismessa, benché ce ne fosse più di un motivo. Non ultimo, il fatto che la Multinazionale faceva un lavoro e noi ne facevamo un altro. Non ho mai capito se ciò fosse dovuto alla cecità del gigante, alla furbizia del nano o a impicci comuni. read more

Giotek experience

E così alla fine sono andato a Firenze da Giotek.
C’è stato un lungo periodo da settembre a gennaio in cui ho seriamente pensato di vendere la Tracer (per comprarmene un’altra, non vi preoccupate).
Il punto era che, benché non si potesse comprare altro perché il mercato continua a non offrire niente di confrontabile, cominciavo ad avvertire dei limiti strutturali che andavano risolti. Valeva la pena spendere una cifra importante dai 600 ai 1000 euro su una moto che si avvicinava ai 15000 kilometri. Non era meglio rimetterci un po’ di soldi, cosa inevitabile nella compravendita, e partire sul pulito con una moto nuova e subito performante?
Ero anche andato alla Yamaha a farmi fare un preventivo verso novembre.
Il tipo mi aveva detto “ma hai fretta? Aspetta il MY 2017, che è pure euro 4, tanto a gennaio ti faccio la stessa quotazione che ti farei adesso read more