On bullshit

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Ieri sera ho iniziato a leggere un libro che si intitola “Your call is important to us: the truth about bullshit“. Per chi come me è invischiato – sempre più suo malgrado – nella melma dei call center, nel voglio-ma-non-posso del Customer Care e nel pensiero unico, quanto disatteso, della Customer Experience, il titolo ha un che di affascinante e di fortemente liberatorio: tipo che la Corazzata Potemkin (rectius, Kotemkin) è una cazzata pazzesca.

Finora ho letto solo il primo capitolo che fa un po’ da prefazione in cui l’autrice  fa uno spiegone su come la “cultura della cazzata sistematica” sia omni-pervasiva nel nostro quotidiano… E’ ancora presto per dire se il libro valga, quanto effettivamente parli di call center e customer care, o se varrà la pena eventualmente di riparlarne qui tra qualche tempo.

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Risorse (in)finite

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Di solito, messo davanti ad un lista di libri potenzialmente da leggere, la ho sempre divisa in due categorie: le cose da leggere e da ottenere in qualche modo e le cose che è inutile propormi perché non le leggerò mai (le scrittrici donne, per esempio).

Questo è un periodo particolare – per l’arrivo di Gemma, certo, ma anche per altre cose – e mi sento particolarmente piccolo e malinconico. Rifletto sulla vita, su me stesso, sulla situazione in cui mi trovo e da cui vorrei uscire in qualche modo e mi vengono strani pensieri. Di base, sto invecchiando e questo rema contro la già di per sé velleitaria voglia di palingenesi.

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ron-swanson

Stamattina sono andato all’Agenzia delle Entrate vicino all’Ikea. Dopo la registrazione anagrafica all’ospedale, la piccola (che nel frattempo è nata) doveva entrare ufficialmente ner monnonfame e farsi dare, per interposto Vostro Affezionatissimo, il codice fiscale.

L’atto in sé è già molto borderline: la prima cosa ufficiale che fai per un nuovo nato, la fai all’ufficio delle tasse… Ron Swanson ucciderebbe per molto meno…

Poi arrivi là e trovi una fila impressionante. Ci saranno state una trentina di persone davanti a me, accalcate in un posto che semplicemente non era fatto per far fare la fila alla gente. Una decina di persone dentro l’ufficio, poi una porta, poi altre persone sotto un portico e qualcuno pure oltre il portico (da capire che cosa succede quando piove).

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