Il Cherubino cinese

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Tra le varie pensate domestiche legate all’arrivo della pupa (pupa? Che pupa?), c’è quella del BabyMonitor. Quando divenni zio, mia sorella mi ingiunse di regalarle un accrocco di nome Cherubino della Brevi: un kit plasticoso composto da una telecamer(in)a e da una specie di micro monitor portatile. La telecamerina si  mette sulla culla e il monitor ti racconta la rava e la fava su quello che sta combinando la tua progenie.

Obbedii prontamente al diktat (tutto volevo tranne finire su Cronaca Vera: “Zio snaturato e tirchio non compra Cherubino e la  nipotina affoga nella sua cacca“), ma, come per molte cose legate alla puericultura, mi sembrarono soldi buttati. Non tanto perché l’oggetto fosse inutile, ma perché, visto che siamo nel progresso, probabilmente ci potevano essere soluzioni autocostruite molto migliori e molto più economiche del coso angelicamente plasticoso. read more

Discontinuità

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Threesome

Ci comincio a pensare.

Tra qualche settimana diventerò il papà di Gemma e, complice anche una gravidanza molto tranquilla di Daniela, non è che finora ci abbia pensato poi molto.

Cioè, sì… Abbiamo fatto qualche passo organizzativo, acquistato qualcosa, allargato per quanto possibile gli spazi in casa. C’è stato il corso pre-parto (io sono andato una sola volta, vabbè), l’amniocentesi, analisi ed ecografie varie. Domani dovrò pure raccogliere un cucchiaino di merda per accedere all’agognato (?) ingresso in sala parto. Ma nonostante tutto, era una preparazione ad una cosa lontana, ad un evento tanto enorme, quanto ignoto e, nonostante gli sforzi di razionalizzazione, inaspettato. Forse è per questo, pensandoci, che le nascite sono una “bella cosa”: per contrasto… Perché l’unica altra discontinuità equivalente nella vita delle persone è la morte, tua o di qualcun altro vicino a te. read more

Qualche riflessione (in più) sull’Ikea

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Ci sono novità in arrivo (stay tuned) e la gestione degli spazi a casa è tornata all’ordine del giorno. Non voglio tediarvi su tutte le cose che ho già fatto e che sto facendo in questa estate casalinga che ho passato, ma, nel farle, sono dovuto passare diverse volte all’Ikea e, premesso che ne sono un fan sfegatato, ho fatto un po’ di pensieri che vorrei condividere con voi.

Prima riflessione. A me, storicamente, l’Ikea “viene facile”: mi muovo bene sul catalogo, mi muovo bene in negozio, ma soprattutto quasi mai uno degli ormai numerosissimi oggetti acquistati si è rivelato, una volta montato e collocato in casa, al di sotto delle aspettative qualitative ed estetiche. Quindi, complice anche una casa tutta (o quasi) Ikea, scelgo “bene” e rapidamente quello che mi serve. Io penso che vada usata e vissuta così, come se si andasse al supermercato dove si sa già cosa si trova, non come se si andasse al mobilificio: le idee chiare – al limite anche una lista – sono importanti, non solo per non fare la figura delle formiche impazzite alla ricerca di un mobiletto del bagno da sostituire, ma anche per avere una minima garanzia di successo della spedizione. Quando vedo certi soggetti avanzare sbarellando lungo il tortuoso percorso espositivo scuotere la testa dicendo che non riescono a trovare niente di ciò di cui hanno bisogno, vorrei chiedere loro:” Ma l’avete sfogliato il catalogo? Anzi, l’avete studiato?“,”Ma ci siete stati sul sito?“. read more