Il ferro da stiro e la pistola

E’ normale che quando diventi papà di una bella patatona (che sta bene, cresce e vi saluta a tutti) ti si pongano davanti un botto di nuovi problemi e di questioni a cui devi pensare in fretta a dare una risposta, perché qualcuno, quando avrà finito di ingozzarsi di latte e cacare fango fetido, te ne chiederà conto. Tutto però avrei pensato tranne che la prima (purtroppo solo in ordine di tempo, temo) di queste questioni sarebbe stata relativa alla gender-neutrality del mondo che le stiamo creando intorno. read more

AS Gotham

Il sindaco e Orfini ieri a Villa Ada
Il sindaco e Orfini ieri a Villa Ada

Non so se ve ne siete accorti, ma c’è stata un po’ di maretta a Roma in queste ultime settimane. Prima della scoperta dell’acqua cal della cupola-fascio-mafiosa-che-controlla-la-capitale, il popolino fascio-coatto infestava le bacheche di Ignazio Marino e altri focolai di opinione romana, vomitando contumelie, augurando accidenti e invocando le dimissioni del sindaco.

Io ho preso la buona abitudine di andarmi a vedere i profili di chi, con vari gradi di becerume, invitava Marino a dimettersi… Sappiate che i più moderati hanno sulla foto del profilo loro stessi in canottiera con la bottiglia di vino del duce in mano (cosa che dà in un colpo solo la misura del milieu culturale e della raffinatezza alimentare), mentre i meno moderati hanno direttamente i poster di pezza con le croci celtiche e i Pitbull che gli leccano la faccia. (Poi, vabbè ci stavano pure i soliti grillini che non dormivano la notte per la storia delle multe delle Panda). read more

On bullshit

bs

Ieri sera ho iniziato a leggere un libro che si intitola “Your call is important to us: the truth about bullshit“. Per chi come me è invischiato – sempre più suo malgrado – nella melma dei call center, nel voglio-ma-non-posso del Customer Care e nel pensiero unico, quanto disatteso, della Customer Experience, il titolo ha un che di affascinante e di fortemente liberatorio: tipo che la Corazzata Potemkin (rectius, Kotemkin) è una cazzata pazzesca.

Finora ho letto solo il primo capitolo che fa un po’ da prefazione in cui l’autrice  fa uno spiegone su come la “cultura della cazzata sistematica” sia omni-pervasiva nel nostro quotidiano… E’ ancora presto per dire se il libro valga, quanto effettivamente parli di call center e customer care, o se varrà la pena eventualmente di riparlarne qui tra qualche tempo. read more

Risorse (in)finite

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Di solito, messo davanti ad un lista di libri potenzialmente da leggere, la ho sempre divisa in due categorie: le cose da leggere e da ottenere in qualche modo e le cose che è inutile propormi perché non le leggerò mai (le scrittrici donne, per esempio).

Questo è un periodo particolare – per l’arrivo di Gemma, certo, ma anche per altre cose – e mi sento particolarmente piccolo e malinconico. Rifletto sulla vita, su me stesso, sulla situazione in cui mi trovo e da cui vorrei uscire in qualche modo e mi vengono strani pensieri. Di base, sto invecchiando e questo rema contro la già di per sé velleitaria voglia di palingenesi. read more

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Stamattina sono andato all’Agenzia delle Entrate vicino all’Ikea. Dopo la registrazione anagrafica all’ospedale, la piccola (che nel frattempo è nata) doveva entrare ufficialmente ner monnonfame e farsi dare, per interposto Vostro Affezionatissimo, il codice fiscale.

L’atto in sé è già molto borderline: la prima cosa ufficiale che fai per un nuovo nato, la fai all’ufficio delle tasse… Ron Swanson ucciderebbe per molto meno…

Poi arrivi là e trovi una fila impressionante. Ci saranno state una trentina di persone davanti a me, accalcate in un posto che semplicemente non era fatto per far fare la fila alla gente. Una decina di persone dentro l’ufficio, poi una porta, poi altre persone sotto un portico e qualcuno pure oltre il portico (da capire che cosa succede quando piove). read more

Il Cherubino cinese

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Tra le varie pensate domestiche legate all’arrivo della pupa (pupa? Che pupa?), c’è quella del BabyMonitor. Quando divenni zio, mia sorella mi ingiunse di regalarle un accrocco di nome Cherubino della Brevi: un kit plasticoso composto da una telecamer(in)a e da una specie di micro monitor portatile. La telecamerina si  mette sulla culla e il monitor ti racconta la rava e la fava su quello che sta combinando la tua progenie.

Obbedii prontamente al diktat (tutto volevo tranne finire su Cronaca Vera: “Zio snaturato e tirchio non compra Cherubino e la  nipotina affoga nella sua cacca“), ma, come per molte cose legate alla puericultura, mi sembrarono soldi buttati. Non tanto perché l’oggetto fosse inutile, ma perché, visto che siamo nel progresso, probabilmente ci potevano essere soluzioni autocostruite molto migliori e molto più economiche del coso angelicamente plasticoso. read more