Il pagliaccio col mitra

La carrellata di figure di merda che Berlusconi ha collezionato (e ci ha fatto collezionare) in questi anni è senza precedenti e, per quanto riguarda quelle in sede europea che sono una frazione quasi infinitesima del totale, c’è questa esaustiva infografica de Linkiesta.

Manca, stranamente, quella di “Obama abbronzato”, non so se per carità di patria o perché l’America non vale perché non è Europa. A me comunque piace pensare che di tante uscite quella sia la più sincera: lui voleva davvero fargli un complimento a Obama… E, in questa come in molte altre cose, si vede che Berlusconi e il berlusconismo sono aspetti di un problema, prima che di persone e di intenzioni, di un universo di riferimento bambinesco, ignorante e viziato.

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Col freno a mano tirato

Di Facebook abbiamo già parlato un po’ di volte e sapete quanti dubbi nutro verso lo strumento. Ciononostante ci sono caduto anch’io e devo dire che l’esperienza è nel complesso sopportabile. Ci sono due cose però che, guardandolo usare dagli altri, i cosiddetti amici, mi lasciano un po’ interdetto.

La prima cosa è più una spigolatura che altro, ma alquanto bizzarra. C’è gente che scrive sulla bacheca “Buongiorno!” o banalità similari e rimedia in pochi minuti 150 commenti (che, se possibile, riescono ad essere ancora più banali), oltre agli ineffabili “Mi piace” (ha detto Buongiorno… Tu dici che ti piace… Vabbè). Sono delle vere e proprie sette del buongiorno: dato un iniziatore, i commentatori sono più o meno sempre le stesse schiere di fedelissimi autoconvocati (*). Comunque la cosa che è veramente inquietante non è tanto la vuotezza e l’autoreferenzialità del tutto, ma la velocità con cui questi post del nulla si ingrossano… Comunque, reazione standard: sopracciglio alzato, vivo e lascio vivere.

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L’invasione delle maniche rosse

Io non lo so se, come dice Tremonti-Guzzanti, “la piccola e media impresa vale un piccolo e medio minga“. Diciamo che ne ho sempre avuto l’impressione, nel senso che il beneficio che il singolo piccolo e medio imprenditore trae dal suo piccolo e medio lavoro è molto maggiore di quello che ne trae l’Italia nel suo complesso, ammesso che ne tragga qualcuno. Si potrebbe obiettare il solito, sdrucito “E’ il capitalismo, bellezza!“, ma davvero a me sembra che la collettività non ci guadagni nulla.

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Pop – porno

Anche se siete rientrati stamattina da una galassia lontana lontana, ve lo avranno certamente detto allo spazioporto e quindi saprete che da qualche settimana circola in rete un video hard con Belen Rodriguez. La circolazione è abbastanza carsica e, come spesso accade con questo materiale pop-porno, non è detto che il link dove lo si trova oggi funzioni ancora domani. Ma insomma c’è, esiste e cercando è quasi impossibile non trovarlo. Io l’ho visto – visione collettiva al lavoro – e vi dirò, già preceduto da illustri commentatori, che ho visto di meglio. Il punto, però, non è questo. Sono (almeno) altri tre.

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Doppelgängers

Io credo che il personaggio dell’altra Olivia (B-Olivia, per gli impallinati) nell’universo rosso di Fringe sia stato imposto dall’attrice Anna Torv (o da qualcuno che le voleva bene).

Immagino che sia andata dagli sceneggiatori, tra un passaggio di ricciole e l’altro, probabilmente armata come il Grande-René-Ferretti, e ha detto loro:

A pezzi de mmerda! Io so’ n’attrice, me pagano pe’ esse ‘na fica spaziale. Me so’ rotta ‘r cazzo de fa’ ‘sta biondantica, coi capelli all’indietro, cor cappottino e la scopa in culo, poche chiacchiere e ‘na cifra de distintivo…

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Di persone anziane, cerimonie e fazzoletti

Silvio Berlusconi, 75 anni (occhio alla cipria)

Come dire… C’è modo e modo. E quello che dorme non ha nemmeno scritto Suzanne.

(Qui e qui le due gallerie complete).