Sto su una gru, risolvo problemi

Sui miei blog di riferimento, oggi c’è una fiammata un pochino pedante sull’utilizzo improprio dell’espressione deus ex machina (1, 2 e 3). Corretta, eh?… Ma pedante.

Sicuro del fatto che i viandanti di passaggio sul mio blog sappiano benissimo cosa sia effettivamente un deus ex machina, non penso sia necessario spiegarlo un’altra volta (casomai, è scritto qui, molto bene).

Però…

Se si guarda alla lettera dell’espressione, questa sicuramente non vuol dire “capo supremo, ras, capoccia, imperatore” e pensare che lo significhi è sbagliato e basta. Ad esempio, questo appunto di Matteo Bordone a Gad Lerner di qualche tempo fa è (pedante ma) molto corretto. read more

Quote omeopatiche

Opportunamente indirizzato da KT, in un commento al mio post di qualche giorno fa, mi sono andato a vedere le quote che i siti di scommesse assegnano alle partite di rugby del RWC11 in corso in questi giorni.

I numeri parlano da sé e mi sembra che dimostrino quanto argomentato in quel post, anche se nell’ordinaria amministrazione del rugby internazionale, scontri di civiltà come quelli della Coppa del Mondo non capitano proprio spesso. E’ difficile che la Namibia, per dire, organizzi delle tournée all’estero per prendere centinaia di punti, o che la Namibia stessa sia inserita all’interno delle tournée altrui: in altre parole, per le amichevoli ci si cerca avversari di calibro confrontabile con il proprio e i tornei principali (Three e Six Nations), che si svolgono tutti gli anni sono lì a dimostrarlo (*). read more

24 Settembre 2011 – Una splendida giornata

Clima mite, un bel giro, un piacevole pranzo, un grande assente e una (sola) foto.

Spread the news

Non capisco niente di economia, ma c’è un pensiero che mi frulla nella testa da quando lo spread ha smesso, nel mio immaginario, di essere una crema spalmabile ed è diventato un parametro economico fondamentale.

Parentesi: avete notato che le grandezze macro-economiche sono sempre diverse? Ogni volta ne esce una nuova senza la quale credevamo di essere vissuti felici fino a un momento prima.

Ebbene.  Cos’è lo spread? È una misura dell’appetibilità relativa dei titoli sul debito sovrano (italiano, nello specifico) rispetto ai titoli sul debito sovrano più appetibile in assoluto in un dato contesto economico. Nel nostro caso, questo debito super-appetibile è quello tedesco.
Ma che vuol dire appetibile? Vuol dire che se io, con lo spread BTP – Bund a quota 400, presto soldi all’Italia comprando titoli sul debito, sono quattro (non quattrocento) volte meno sicuro di rivedere i miei soldi di quanto lo sarei se li prestassi alla Germania.
E allora, se so ‘sta sola, perché me li dovrei comprare? Perché la scarsa appetibilità strutturale è bilanciata agli occhi dell’avido finanziatore dall’interesse che l’Italia paga sui suoi titoli che è molto più elevato.
Ora, se io preferisco un investimento redditizio ma incerto (il BTP italiano) ad uno certo ma molto meno redditizio (das Bund), la cosa, da un lato mi qualifica semanticamente come speculatore, dall’altro mi espone ad un rischio evidente di non rientrare del mio investimento.
Quindi, fatte tutte le semplificazioni del caso, la possibilità di rimanere in mutande è già scritta dall’inizio. read more

Accenti (e accidenti)

Frequentando Facebook o commentando i blog, capita di leggere messaggi e commenti scritti da persone che non si conoscono e, naturalmente, capita anche di leggere degli strafalcioni grammaticali raggelanti che non sempre sono riconducibili a errori di battitura.
Non che mi sia mai fatto illusioni sulla familiarità media con l’ortografia, né più in generale con la lingua italiana, ma queste diavolerie moderne avvicinano alla parola scritta persone che in altri tempi non c’avrebbero nemmeno pensato (*).
Gli errori blu (le a senz’acca, i congiuntivi acrobatici, i deficenti senza i e le faccie con la i) – va detto – sono piuttosto rari e sporadici, considerata anche la lunghezza del pensierino medio che capita di leggere, che difficilmente riesce a spingersi oltre i confini dell’sms con cui kondivide spesso anche l’abuso di k. Inoltre, trovo abbastanza snervante che la presenza di tali errori sia piuttosto aleatoria: a volte ci sono e a volte no, come se il poeta si trovasse a lanciare di volta in volta una monetina per decidere cosa scrivere.
Ma ci sono degli altri tipi di errori che, complice anche la tendenza di esprimersi a monosillabi, si incontrano con una frequenza che a me, che sono un acido di merda, dà molto più fastidio della loro relativa gravità.
Appunto, dà.
si dovrebbe scrivere con l’accento e non lo fa (senza accento) praticamente nessuno. E ancora il po senza apostrofo, tre anni , “Si, lo sò“, quì e quà e simili nefandezze. Sono regole facili e anche logiche se uno avesse l’abitudine di ragionare sulle differenze fra la lingua scritta e quella parlata, su come si traslitterano quei suoni con cui ci riempiamo la bocca.
Poi, dopo che hanno un po’ studiato e sono diventati più bravi, inizierò a discutere sul perchè mi sta antipatica la Santanché, ma per ora mi sembra una battaglia persa. read more

Ma lo sai che pure John Wayne era frocio?

Lo stanno dicendo tutti (1, 2, 3, per dire), ma grida talmente vendetta che lo dico anch’io. Questa dell’outing forzoso dei politici gay è una vera pagliacciata. Non sono né omofobo, né attivista, ma pubblicare una lista (cercatevela) così, senza fonti, senza prove, senza commenti, mi sembra un’operazione di un pressappochismo surreale, che fa male al movimento, al web e all’intelligenza.
A parte che di alcuni di quei nomi (*) si mormorava di una presunta omosessualità da anni e sempre in relazione alle loro uscite omofobe, mi sembra che quella lista, annunciata in pompa da giorni, non aggiunga e tolga nulla a tali mormorii. read more