Gli streaker

Il punto non è se si debbano cacciare il Radicali dal Gruppo PD della Camera (e del Senato, ovviamente) dopo la sceneggiata di martedì con l’astensione sulla sfiducia al Ministro Romano (*).  Il punto è per quale motivo stavano lì, per quale motivo non sono “alleati con” il PD ma sono proprio “dentro” il PD.

Se c’è una cosa che in questi (tanti) anni abbiamo capito bene (io, le pietre, le fermate degli autobus e milioni di altri soggetti dotati di funzioni cerebrali di base) è che per i Radicali le loro battaglie – talvolta giuste e condivisibili, ma sempre inesorabilmente fuori tempo, fuori luogo e fuori contesto – sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Come certe frange extra-parlamentari, sono innamorati del loro ruolo dannunziano e cercano con avidità la “bella morte” (politica), meglio se in diretta TV.

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Cloud storage

Tempo fa avevamo parlato di I-cloud il servizio di Apple per conservare in un server centralizzato la propria collezione musicale in modo da averla sempre disponibile, in streaming, su tutti i dispositivi dotati di connessione. Eravamo abbastanza scettici al riguardo, non tanto per l’idea in sé, ma per il fatto che almeno qui dove il sì suona una connessione wi-fi è tutt’altro che facile da trovare (tranne in casa propria) e il GRPS e simili hanno ancora prezzi significativi (e lasciamo perdere quando andiamo all’estero): lo streaming senza patemi è ancora abbastanza lontano… Ma non di sola musica vive la cloud.

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Intelligenze artificiali

Cialtroni e ricatti

Uno. Ma cosa potranno mai avere di altro da dire Tarantini e Lavitola sulle abitudini di B.? Ogni tipo di reato, con l’eccezione – forse – dell’abigeato, ha toccato Berlusconi in questi anni. Reati comuni e reati economici, cause civili e penali, delinquenza in proprio ed istigazione a delinquere. Il tutto con prove, se non ancora penalmente definitive, abbastanza oggettive per ogni persona normalmente dotata di buon senso, o quanto meno non italiana. La guerriglia processuale e la distorsione dei fatti a mezzo stampa sono state armi estremamente più redditizie del mettere a tacere eventuali testimoni (con i soldi, poi… Vedi punto due). Tanto poi le cose si vengono a sapere lo stesso e, comunque, lui non mi sembra uno particolarmente incline alla vergogna. Quindi, perché pagare quei due per difendere la propria reputazione? O forse si è macchiato anche di qualcos’altro, qualcosa di grosso – che ne so, un genocidio – di cui ancora non sappiamo nulla?

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Vedremo…

Domani Amazon presenterà Kindle Fire, il suo tablet a colori 7”. Ormai se non hai un tablet in catalogo non sei nessuno e quindi, benvenuta pure ad Amazon.

L’oggetto presenta delle scelte strategiche un po’ borderline: i sette pollici, il cornicione (che nun se po’ vede), il sistema operativo Android iper-customizzato, l’app store proprietario e disgiunto dall’Android Market. Quest’ultima, per quanto bizzarra, un po’ si capisce perché il mestiere di Amazon non è quello di costruire cose, ma di vendere contenuti. Comunque, essendo stato scettico sull’oggetto tablet in generale ed essendone diventato poco tempo dopo felice possessore, preferisco non pronunciarmi sul successo o sull’insuccesso di questo new kid in town.

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Campagna romana

Approfitto dei 35 anni del Capitano (auguri!) per girarvi una domanda che ho in testa da tempo.

Come tutti sappiamo, Totti e signora sono da diverso tempo testimonial di un noto carrier telefonico mobile. Gli spot cambiano abbastanza spesso, ma la maggior parte di essi vedono il Capitano impegnato a dare sfoggio della sua romanitas, oltre che della sua ormai proverbiale naivete. Può essere vero che Ilary, con il suo side-job ienesco e l’estrazione Mediaset, faccia in parte da contraltare milanese al marito, ma rimane che sia il personaggio (soprattutto da quando, fortunatamente, è uscito dal giro della Nazionale), sia il tono degli spot insistono pesantemente sul core de Roma e sul suo figlio prediletto.

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