Palloni gonfiati

(via BigPicture)

Spinoza Tribute

Carina, bassetta y vertical

E’ un copia-incolla, ma vale la pena

Letteralismo


Una pagina da uno di miei scrittori preferiti, Richard Ford. Potrei addirittura parlare di Weltanschaung. Da Sportswriter, pag. 139.

<<Quando ci si abbandona del tutto alle proprie emozioni, quando sono abbastanza semplici ed attraenti da potercisi abbandonare e non c’è più alcun distacco tra ciò che si può sentire, allora ci si può fidare dei propri istinti. E’ la differenza tra uno che lascia il suo lavoro per mettersi a fare la guida per i pescatori sul lago Big Trout e un giorno, al tramonto, mentre pagaia verso il molo nella sua canoa, smette di pagaiare, ammira il tramonto e capisce quanto desideri essere una guida per i pescatori sul lago Big Trout, e un altro che ha preso la stessa decisione e nello stesso momento ha smesso di pagaiare e ha capito anche lui di essere felice, ma ha anche pensato che, volendo, potrebbe fare la guida sul Lago Windigo e magari guadagnarci molto di più col noleggio delle canoe.
Un altro modo di esprimere il concetto è quello di definirlo come la differenza fra l’essere letteralista e l’essere fattualista. Il letteralista è uno che si diverte un pomeriggio a guardare la gente che affolla un aeroporto di Chicago; il fattualista è quello che non riesce a non chiedersi perché il suo aereo è partito in ritardo a Salt Lake e se gli serviranno la cena o soltanto uno snack.
E in conclusione, quando dico a Vicki Arcenault “Ti amo,” non dico altro che l’ovvio. Che importa se non l’amerò per sempre? O se lei non amerà me? Nulla è eterno. Io la amo adesso e non deluderò mai né me né lei. Cos’altro deve essere la verità?>>
(Pag. 139)

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Guerre giuste

Esilarante. Toccherà schierarsi.

Ancora di caschi

Nell’incidente di Febbraio, quando la Multipla bianca con la scritta taxi ci ha investito, cadendo ho battuto la testa.
Non mi sono fatto niente anche grazie al casco che, ovviamente, mi proteggeva, ma il casco stesso ha preso una bella botta. Siccome i caschi sono monouso, bisognava cambiarlo. Speriamo che qualcuno mi rimborsi, ma ci conterei poco.

Il casco martire era questo qui, del cui processo di valutazione e acquisto avevo parlato a suo tempo sul blog.
Era un signor casco e i fatti hanno mostrato che, oltre all’estetica, alla tecnologia e alle varie feature, era anche in grado di fare egregiamente i lsuo lavoro, cioè evitare alla testa di rompersi.

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