Ricchi premi

b-betting

Via Piovono Rane, si scopre che un sito di scommesse irlandese ha previsto delle quote per “il prossimo che verrà insultato da Berlusconi”. Il sito, che si chiama Paddypower, è oscurato in Italia, per una volta (forse) non per colpa di Ghedini, ma del semplice fatto che non ha stretto accordi con i Monopoli di Stato. Io però sto a Tirana, ho un IP balcanico e lo vedo. Ecco lo screenshot.

Ma non finisce qui. Sull’altro fronte, il movimento “per dare al faccia-di-merda nientemeno che il Premio Nobel per la Pace” impazza (c’è pure una pagina di Spinoza). Oltre al sito che è ormai da tempo una miniera di buonumore, è stato anche composto un inno dal titolo “La pace può”… Nel testo si parla anche dell’Abbruzzo che, pur non essendo propriamente zona di guerra, fa sempre brodo ed ha sostituito ormai la monnezza di Napoli nel novero delle mirabolanti imprese del nano in costume (da stronzo). Buon ascolto. read more

D’back

Per la serie "Non ci facciamo mancare nulla".

Pare che un serpente a sonagli sia stato trovato (ma non ancora catturato…) nella pineta di Ostia.

Ora io sto a Tirana, nell’altra mia vita abito a Talenti e quindi Ostia mi viene un po’ scomoda, ma i serpenti mi terrorizzano anche per sentito dire. Come ci sarà arrivato? Ha strisciato tutto solo fin dal deserto del Nevada? Chi si può tenere una bestia del genere dentro casa? A quale scopo?

Vabbè che è Roma Sud… Ma c’è un limite a tutto.

Chiudo il post (un  po’ riempitivo, lo so) con una spigolatura.
Anni fa vivevo ai piedi delle Alpi piemontesi e una volta il giornale locale riportava, con grande enfasi, che "il veleno delle vipere nostrane era 10 volte più potente di quello del serpente a sonagli"… Uhm, la grandeur piemontese è un po’ bizzarra, ma la cosa mi suonava strana, quindi mi sono informato.
Ebbene, la vipera (nostrana) inietta ad ogni morso diciamo 1 ml di veleno, equivalente quindi a 10 ml di quello del s.a.s… Peccato che lo zio d’America inietti ad ogni morso 150 ml del "suo" veleno annacquato e risulti quindi più velenoso di un fattore 15, con buona pace dei primati pedemontani… Primati in tutti e due i sensi, ovviamente.
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Il muro del terminal C

Sto ancora al gate… E ancora sto a scrivere… Ma quanno ce vo’, ce vo’.
Il gate è quella terra di nessuno del terminal C di Fiumicino. Quello nuovo, da dove partono gli aerei verso paesi e città improbabili… Quelli che fino a poco tempo fa non venivano presi in considerazione (tipo Timisoara o Tirana), non conveniva andarci (tipo la Libia) o, semplicemente, non esistevano (tipo il Montenegro o la Macedonia).
Io ovviamente alimento questo nuovo corso aeronautico e sto andando a Tirana. read more

Piccoli e grandi passi

8900 curve


Ci si lavora quindi c’è poco da stare allegri, ma ha una fotocamera decente e un collegamento wi-fi. Il blog ne beneficierà… Forse.
Per ora, benvenuto.

Santi subito

La cultura pop genera mostri. Non tanto le icone pop, che possono piacere o non piacere, ma sempre icone rimangono.
I mostri veri sono quelli che di queste icone si cibano, le fanno entrare nella loro vita e poi, giustamente, quando muoiono (come, è bene ricordare, capita a tutti), precipitano nello sconforto. Un po’ come quando ti si rompe la tazza con cui hai fatto colazione tutte le mattine.

Dopo le fiammate sul mio post sulla dipartita Michael Jackson (in cui anime belle, solo un’attimino sopra le righe, hanno fatto scempio di me e dell’italiano), ora mi vengono gli stessi pensieri cattivi guardando il funerale di Mike Bongiorno. read more

Meta-tema (o tema sul tema)

Tramontaccio Hopper

Forse non si direbbe, ma odiavo scrivere.
Brutta grafia, poche idee e soprattutto poca voglia. Fin dalle elementari, non andavo mai oltre una stentata colonna e mezza, quando i miei compagni di classe (le mie compagne, in verità) ne facevano sistematicamente ben più di quattro, sconfinando -addirittura- sul secondo foglio protocollo. Vabbè, mi consolavo dicendo che scrivevo piccolo e stretto, ma non ingannavo nessuno (me per primo) e i punti-a-capo, messi lì solo per rubare delle mezzerighe, erano lì a dimostrarlo.
Pensierini, temini, temi in classe erano sempre visti come un incubo (“E mo’ che ‘cce scrivo?“) e il (raro, per fortuna) tema a casa era visto come un’amara ingiustizia, una pugnalata a freddo, oltre che come la tumulazione di un pomeriggio.
Generazioni di prof, ciononostante, hanno mantenuto, against all odds, una certa fiducia nelle mie capacità di prosatore e sono stati rari i casi in cui mi hanno messo meno di sei… Un sei stentato, forse, ma costante, che non mi ha mai creato problemi a fine anno. Dopotutto, non facevo errori di ortografia, le parole le mettevo bene in fila e poi, almeno per gli standard della scuola pubblica, con la punteggiatura gliel’ammollavo. read more