Sciacalli

Nel mentre che scrivevo il post precedente, mi suona il citofono (15.30, condizionatore rotto e 38 °C) e la vicina mi dice:
"Albè, è tua la moto arancione grossa, no?"
"Sì"
"Beh, sta sdraiata per terra…"

Olè!!!
Ovviamente, per il gran caldo si è sciolto l’asfalto e il Wendigo, parcheggiato sotto casa, si è ribaltato. (Posterò una foto, ma sappiate che il cavalletto ha fatto un buco di una ventina di centimetri in questa merda di asfalto capitolino…)
Update: ecco la foto. read more

The Mother Tongue

Bryson è Bryson. Anche quando era giovane (1990).

Il suo forte, si sa, sono i libri di viaggio, ma, talvolta, non disdegna digressioni su temi enciclopedici, come in questo caso, al limite della pedanteria.
Si parla della lingua inglese (motivo per cui credo non si sia nemmeno provato a tradurlo in italiano).
Le sue origini, le sue stranezze, la ricchezza del suo vocabolario, la trasformazione delle parole nel tempo, l’ibridazione con le altre lingue e le immancabili diatribe sull’inglesità o meno della lingua parlata negli Stati Uniti. read more

Esercizi di stile

Omaggio a Dan Peterson.

Originale Ice Tea

Al Pìs (si dice sia ferrarese…)

Ancora Lipton Ice Tea

Lipton caldo al bar in versione burina

Lipton caldo a casa (originale)

Lipton caldo a casa con particolare attenzione ai benefici effetti della bevanda

Che dire… MAMMA BUTTA LA PASTA!!!

Gettin’ older (and wiser?)

gettin' older

Auguri!

Back home

Purtroppo.

La vacanza è stata davvero rigenerante.

Vi metto due foto giusto per gradire (come fanno i grandi maestri).

La cosa principale, però, un vento della madonna, in foto non è venuta.

Quello che ti meriti

Querllo che ti meriti

Così così.
Così così ad una scritTRICE, norvegese per di più, è, per chi mi conosce, già un bel traguardo.

Diciamo una volta per tutte che:

  1. non mi piacciono le indagini di polizia svolte nel tinello (sia pure norvegese);
  2. non mi piacciono le indagini di polizia in cui in alcuni capitoli il protagonista è il colpevole;
  3. non mi piacciono le indagini di polizia in cui i potenziali colpevoli sono tirati fuori dal mazzo a caso senza che escano piano piano dalle ricerche;
  4. non mi piacciono le trame diverse che si intrecciano senza motivo apparente fino all’ultima pagina, quando il motivo da non-apparente diventa pretestuoso;
  5. non mi piacciono gli eventi casuali come punti chiave della storia;
  6. non mi piacciono i punti di vista dei bambini.

Scusate l’anafora, ma, tutto ciò considerato, perché "così così" e non peggio?
Perché Anne Holt, per tutto il resto, fa bene il compitino e delinea due personaggi un po’ tristi (so’ norvegesi, dopotutto), ma credibili. Inoltre scrive bene. Niente da dire su questo. read more