La clausola sociale dei call center

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Per motivi più o meno noti, seguo gli avvenimenti di quella meraviglia di ambiente che va sotto il nome di “mondo dei call center”.

All’inizio di quest’anno, è diventata legge la cosiddetta “clausola sociale“, che prevede, per come l’ho capita io, che, nel caso in cui un’azienda perda la gara relativa al rinnovo di una sua commessa, l’azienda vincente e subentrante si debba fare carico dei “livelli occupazionali precedenti”. Vale a dire che deve assumere tutti lavoratori dell’azienda perdente che altrimenti perderebbero il lavoro.

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Velo OK – Passano gli anni, ma…

Oggi, preso da non so quale impulso, mi sono andato a  cercare informazioni sui Velo OK. I lettori più appassionati fra i quattro-cinque che seguono questo blog ricorderanno che tempo fa ci eravamo occupati dell’installazione lungo Viale Jonio (Talenti-Roma) di sei Velo OK.

Per i più disattenti, ricordo brevemente che si tratta di contenitori in plasticaccia arancione, che nella mente del saggio amministratore (all’epoca c’era la giunta Alemanno, quindi fate voi…) avrebbero dovuto funzionare da deterrente per l’automobilista/motociclista indisciplinato, facendo finta di essere degli autovelox. L’ideona prevedeva che uno di essi Leggi tutto “Velo OK – Passano gli anni, ma…”

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L’ombrellone e la trivella

Domenica c’è un referendum, sui temi del quale non mi va di dilungarmi (basta scrivere su Google Referendum 17 Aprile per capire di che si tratta), e io non andrò a votare. Generalmente ci vado, ma a sto giro mi sa di no.

Sono una persona moderatamente informata e interessata allo stato della cosa pubblica. Non capisco di tutto e molte cose mi annoiano, ma anche su queste cerco di mantenere un ABC di conoscenza funzionale. So, quindi, di cosa parla il referendum, mi sono informato, ma davvero non mi interessa.

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Volare basso

Michele Serra scrive oggi sugli ostacoli burocratici che, in barba alla Corte Costituzionale e al buon senso, la Regione Lombardia (ahò, Maroni! V’oo ricordate a poro Maroni?) sta mettendo per evitare che sul sacro suolo della Rosa Camuna e del Sole delle Alpi possano essere costruite Moschee.

Non bastassero le questioni di principio (e la libertà di culto lo è), c’è poi una evidente urgenza strategica e perfino tattica. Niente come una radicalizzazione delle nostre città (no alla moschea!) favorirebbe la radicalizzazione degli islamici. Il jihadismo sogna un Occidente “crociato”, complementare al proprio odio.

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Condividi se sei indignato

Devo confessare un grande imbarazzo. Sono mesi, forse anni, che ho in canna questo post e non trovo mai il coraggio di scriverlo. Perché mi conosco, perché sicuramente esagererò e qualcuno dei miei venti lettori potrebbe aversene a male… Che poi non è che voglio fare nomi e cognomi, ma Facebook è quello che è, e ci vuole poco a farsi due conti.

L’argomento è sempre quello, le bufale ignobili che girano su Internet (in realtà, solo su Facebook, perché l’Internet extra-Facebook – a parte forse Giallozafferano – rimane un mondo ancora in buona parte sconosciuto ai più, infestato, come è noto, da pedofili, zingari, buonisti, radical-chic e stupratori di gatti).

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Unendliche Traurigkeit

Al corso di tedesco che sto frequentando in Germania, la mattinata di lunedì scorso è stata interamente dedicata alla discussione dell’esito delle elezioni regionali (in Germania i Länder sono ben più che regioni, ma vabbè).
Il nostro professore – un tipo di una cinquantina d’anni che, se fosse vissuto settant’anni fa, avrebbe con tutta probabilità fatto un altro lavoro per cui era richiesto un impermeabile nero – era piuttosto impressionato dai risultati delle urne e ripeteva continuamente che quelle elezioni potevano significare un “cambiamento storico per la Germania e per l’Europa”.

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